INFERMIERI SPOSTATI NEI REPARTI PER COPRIRE IL 118: NURSIND CHIEDE RISPOSTE ALLA ASL
Il segretario provinciale Antonio Santilli contesta la programmazione del personale e chiede chiarimenti sui costi delle convenzioni per le ambulanze, sulle Case di comunità e sull’organico dell’ospedale di Sulmona.
SULMONA – La carenza di infermieri nelle postazioni del 118 e nei reparti ospedalieri torna al centro dello scontro tra Nursind e la direzione generale della Asl 1 Abruzzo. In una nota firmata dal segretario provinciale Antonio Santilli, il sindacato chiede al direttore generale di spiegare come sia stato definito il fabbisogno di personale e con quali risorse si intenda far fronte alle nuove assunzioni.
Il punto più urgente riguarda le postazioni del 118 di Scanno e Campo di Giove. Secondo Nursind, dopo le proteste dei sindaci si starebbe cercando di reperire infermieri attraverso la mobilità interna, sottraendoli però all’assistenza ospedaliera. Il sindacato chiede perché non sia stato assunto personale destinato a quelle sedi.
Santilli solleva poi la questione dei rapporti con le associazioni di volontariato per la presenza degli infermieri sulle ambulanze. Nella nota indica una spesa annua di 3 milioni e 405 mila euro e sostiene che tale somma potrebbe consentire l’assunzione di 96 infermieri. Si tratta di cifre e valutazioni avanzate dal sindacato, sulle quali Nursind chiede una risposta pubblica alla Asl.
Le critiche si estendono alle Case e agli Ospedali di comunità. Per il segretario provinciale, la dotazione organica avrebbe dovuto essere programmata già nel 2025. Anche in questo caso, sostiene, il ricorso alla mobilità d’urgenza rischia di ridurre ulteriormente il personale disponibile nei reparti.
Come esempio delle difficoltà negli ospedali, Santilli cita Sulmona: secondo quanto riferisce, un infermiere assegnato a Urologia dovrebbe assistere contemporaneamente anche pazienti di Ortopedia e Chirurgia generale. Nursind chiede inoltre alla direzione di illustrare i criteri utilizzati per valutare costi, prestazioni e risultati dei servizi sanitari.
Infine, il sindacato domanda dove saranno reperite le risorse per l’assunzione annunciata di 150 lavoratori tra amministrativi e operatori tecnici oggi impiegati tramite cooperative in appalto. Santilli contesta anche l’ipotesi di concorsi riservati, chiedendo chiarimenti sulle modalità di accesso ai posti.
La nota si chiude con una richiesta rivolta alla direzione della Asl e, per le scelte che competono alla Regione, alla giunta regionale: spiegare ai cittadini come le decisioni sul personale si concilino con i vincoli di bilancio richiamati dall’azienda sanitaria.


