GEMITI E RUMORI NEL CUORE DELLA NOTTE: VENTI RESIDENTI PREPARANO UN ESPOSTO
Da settimane gli abitanti di via Fiume lamentano urla, schiamazzi e continui spostamenti di mobili provenienti da un’abitazione. La situazione è già stata segnalata alle forze dell’ordine
SULMONA – Gemiti, urla, voci concitate e rumori nel cuore della notte. Da alcune settimane una ventina di residenti di via Fiume lamenta una situazione diventata ormai difficile da sopportare, tanto da spingere gli abitanti a preparare un esposto collettivo.
I rumori proverrebbero da un’abitazione del quartiere nella quale, secondo quanto riferito dai vicini, si svolgerebbero con frequenza incontri tra più persone. A creare malumore non sarebbe quanto accade all’interno delle mura domestiche, ma le conseguenze sonore avvertite dalla strada e negli appartamenti circostanti, anche nelle ore destinate al riposo.
I residenti riferiscono di gemiti, schiamazzi, colpi e mobili spostati fino a tarda ora. Episodi che, ripetendosi nel tempo, avrebbero messo a dura prova la pazienza dell’intero vicinato.
«Ognuno è libero di fare ciò che vuole nella propria abitazione, ma non è possibile turbare continuamente la serenità di un quartiere con urla e rumori legati a incontri di piacere», raccontano alcuni abitanti, esasperati soprattutto dalla frequenza degli episodi.
La protesta sarebbe già passata dalle parole ai fatti. La situazione è stata segnalata alle forze dell’ordine, alle quali sono state chieste verifiche sull’eventuale disturbo della quiete pubblica. Parallelamente, una ventina di residenti si starebbe organizzando per presentare un esposto collettivo.
Nel quartiere la vicenda è inevitabilmente diventata argomento di conversazione, tra finestre chiuse, qualche sorriso imbarazzato e la speranza che le notti tornino presto tranquille. La richiesta dei residenti è semplice: qualunque cosa accada dentro casa, fuori deve tornare il silenzio.
Perché si può anche avere una vita privata particolarmente intensa, ma quando i muri sembrano avere meno insonorizzazione della pazienza dei vicini, la questione finisce inevitabilmente per diventare di dominio pubblico.
L’immagine a corredo è stata creata con A.I.



Non preoccupatevi, ci pensa la magistratura a tirargli le orecchie, come hanno fatto per anni con il Cogesa, la sua discarica maleodorante e vari esposti.