TRIBUNALE DI SULMONA SI INSEDIA LA PRESIDENTE GARZIA: “DIMOSTREREMO CON I NUMERI CHE MERITIAMO UN ASSETTO DEFINITIVO”
Nel discorso al Palazzo di giustizia la denuncia sulla mancanza di una pianta organica per il personale amministrativo. Il procuratore D’Angelo e il sindaco Tirabassi ribadiscono le ragioni per mantenere il presidio giudiziario
di Claudio Lattanzio
«Dimostreremo con i numeri, con la qualità dei provvedimenti e con la serietà quotidiana che Sulmona ha pieno diritto a un assetto definitivo e dignitoso nella mappa giudiziaria italiana». Maria Antonia Garzia ha messo il lavoro del tribunale al centro del suo discorso di insediamento alla presidenza dell’ufficio giudiziario sulmonese.
Nell’Aula 1 del Palazzo di giustizia ha voluto accanto a sé i magistrati del tribunale: «Siamo una squadra», ha detto aprendo la cerimonia. Presenti il presidente facente funzioni Emanuele Lucchini, il procuratore della Repubblica Luciano D’Angelo, il sindaco e presidente dell’Ordine degli avvocati Luca Tirabassi e il presidente della Provincia Angelo Caruso, i più alti rappresentanti delle forze dell’ordine presenti in città, avvocati del foro e tanti cittadini che hanno voluto, con la loro presenza, onorare questo significativo e importante passaggio per il futuro della giustizia nel CentroAbruzzo.

Entrata in magistratura nel dicembre 1991, Garzia ha richiamato l’incertezza che da oltre dieci anni accompagna il futuro del tribunale di Sulmona, la cui soppressione è stata rinviata attraverso successive proroghe. Una situazione che, ha osservato, «complica la programmazione a lungo termine» e genera inquietudine tra operatori e cittadini.
La presidente ha indicato tre ragioni per salvaguardare stabilmente l’ufficio: le difficoltà di collegamento delle aree interne, la funzione di presidio di legalità e la possibilità, per un tribunale di dimensioni contenute, di garantire risposte tempestive. «La giustizia di prossimità non è un privilegio, ma una declinazione concreta dell’articolo 24 della Costituzione», ha affermato. Secondo Garzia, una chiusura trasferirebbe su cittadini, professionisti, persone fragili e forze dell’ordine i costi e i disagi degli spostamenti verso altre sedi.
Il passaggio più critico ha riguardato il personale amministrativo. La pianta organica dei magistrati, ha spiegato, è rimasta intatta, mentre quella del personale del tribunale e della Procura risulta inesistente: i dipendenti sono formalmente in carico alla Corte d’Appello. «Dal punto di vista amministrativo, noi siamo un tribunale fantasma», ha detto, chiedendo che si ponga rimedio a quella che ha definito un’anomalia. Ha poi annunciato l’impegno a valorizzare le risorse interne e a rafforzare la collaborazione con Procura, cancellerie e avvocatura.

Nel saluto alla nuova presidente, il procuratore D’Angelo ha condiviso il richiamo all’efficienza. La permanenza del tribunale, ha sottolineato, non riguarda la conservazione degli incarichi, ma il servizio reso al territorio. Ha citato le difficoltà di viaggio per chi, partendo da località come Scanno, debba raggiungere un’altra sede giudiziaria per testimoniare o rivolgersi agli uffici. «Un tribunale che costituisce nei fatti, e non sulla carta, un presidio di legalità» mantiene vivo il rapporto dei cittadini con la giustizia, ha osservato.
Tirabassi, intervenuto nella doppia veste di sindaco e presidente dell’Ordine forense, ha dato il benvenuto a Garzia a nome della città e degli avvocati. Ha ribadito le ragioni legate all’accesso alla giustizia, alla presenza del carcere e alla necessità di mantenere sul territorio tribunale e Procura. Sul piano legislativo, ha riferito che è in corso il lavoro parlamentare sul disegno di legge che prevede il ripristino definitivo degli uffici giudiziari interessati, aggiungendo che restano da definire alcuni aspetti del testo. Ha inoltre confermato le criticità dovute alla mancanza di una pianta organica autonoma per il personale amministrativo.
La cerimonia ha avuto anche un momento di forte emozione. Nel ringraziare la famiglia per il sostegno ricevuto lungo il suo percorso, Garzia si è commossa e le sue parole sono state accolte da un lungo applauso. Un momento di sincera emozione che ha lasciato emergere, accanto alla preparazione professionale della nuova presidente, la sua sensibilità e la profondità del legame con la famiglia.
«Con spirito di servizio, rispetto e dedizione inizio oggi il mio cammino tra voi», ha concluso Garzia.


