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NOVANT’ANNI FA LA COSACRAZIONE, MA NESSUNA MESSA DOMENICALE PER LA CHIESETTA DI SANTA MARIA DELLA NEVE

diĀ  Federica Farda

L’AQUILA – Novant’anni dalla prima consacrazione, visitata da turisti ed escursionisti ma senza nessuna messa. CosƬ ha trascorso la domenica la chiesetta di Santa Maria della Neve di Campo Imperatore, ovvero l’edificio consacrato situato più in alto in Italia, a 2135 metri di altitudine sul livello del mare.

Una domenica non qualunque, poichƩ erano 90 anni esatti dalla prima consacrazione. Si, perchƩ il piccolo edificio sacro ne ha avute due.

La prima, appunto, il 20 settembre del 1936, ad opera del cardinale Federico Tedeschini, in occasione della sua inaugurazione; la seconda da parte di Papa Giovanni Paolo II, il 20 giugno del 1993, al termine dei lavori di restauro. La chiesetta del cardinale e del Papa, i due artefici a sessant’anni di distanza.

Il cardinale Federico Tedeschini nel 1934 fu il principale promotore della realizzazione. La piccola chiesa del Gran Sasso serviva, infatti, a completare l’ambito progetto turistico di valorizzazione degli impianti sciistici più elevati di tutto l’Appennino.

La costruzione iniziò materialmente nel 1935. Il progetto fu dell’architetto romano Enrico Lenzi, con la supervisione del soprintendente alle Belle Arti Alberto Riccoboni che contemporaneamente era autore anche del progetto della chiesa di Cristo Re nel capoluogo abruzzese.

L’interno ad aula unica, con un soppalco nel lato frontale, ĆØ caratterizzato da un grande quadro in legno, dipinto negli anni Trenta e posto sulla parete di sinistra, in cui sono raffigurati tutti i protettori del capoluogo abruzzese (San Massimo, Sant’Equizio, San Pietro Celestino, San Bernardino, Sant’Emidio) con l’aggiunta di San Franco eremita, patrono di Assergi, paese in prossimitĆ  della stazione di partenza della funivia. L’esterno, invece, presenta una facciata squadrata, analoga a quelle tipiche delle antiche chiese aquilane, in cui al centro ĆØ posto un rosone con vetro policromo e istoriata l’immagine della Madonna della Neve.

L’immobile ĆØ antistante l’albergo di Campo Imperatore, da qualche anno in fase di ristrutturazione. O meglio, se si osserva la facciata della struttura ricettiva famosa nella storia per essere stata la prigione di Mussolini e che lui stesso definƬ ā€œla prigione più alta al mondoā€, ĆØ alla sua sinistra.

La chiesa e l’albergo sono collegati, poi, indirettamente da un tunnel sotterraneo, lo stesso che porta alla stazione di arrivo della funivia. Dopo gli anni Settanta la piccola chiesa ha conosciuto periodi di declino, tanto da essere usata, perfino, come ricovero di animali lasciati lƬ in estate al pascolo.

Nel 1992 fu restaurata dalla sezione abruzzese dell’Associazione Nazionale Alpini per poi essere riconsacrata domenica 20 giugno 1993 quando Papa Woytjla volle celebrare lƬ l’Angelus. Era una chiesetta che aveva preso a cuore, e alla cui Madonna indirizzava le sue preghiere, nel corso delle sue sciate a Campo Imperatore frutto delle innumerevoli fuitine del lunedƬ dal Vaticano.

Memorabili ancora le parole che quella domenica il Santo Padre pronunciò: Ā«Qui il silenzio della montagna ed il candore delle nevi ci parlano di Dio e ci additano la via della contemplazione, non solo come strada maestra per fare esperienza del Mistero, ma anche quale condizione per umanizzare la nostra vita ed i reciproci rapportiĀ». Di proprietĆ  dell’Arcidiocesi, la messa attualmente viene celebrata raramente.

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