MICROCRIMINALITA’ IN CITTA’: PADOVANI E VERINI SCRIVONO AL MINISTRO PIANTEDOSI
di Gianni Padovani ed Enrico Verini*Ā
L’AQUILA – Allarme microcriminalitĆ . L’operazione āStrade sicureā, richiesta
all’unanimitĆ dal Consiglio comunale, non ĆØ stata attivata. Per quali motivi?
Inaccettabile il rifiuto del Sindaco e della Prefettura a fornire valide spiegazioni
A L’Aquila, soprattutto nelle ore notturne, continua a regnare il far-west. Ieri l’ennesima
violenta rissa con coltelli e feriti al Terminal di Collemaggio. Pochi giorni prima, il grave
episodio della signora aggredita a Santa Maria Paganica. E poi spaccio ovunque, schiamazzi
e ubriachi molesti, episodi di violenza e diffusa illegalitĆ spesso neppure denunciati da
residenti ormai impauriti e rassegnati.
Mentre l’Amministrazione continua a narrare una CittĆ ideale, all’Aquila esiste ed ĆØ
crescente una percezione di insicurezza dovuta ai numerosi ed inquietanti episodi di
microcriminalità . Eppure la sicurezza urbana non è di parte destra né di sinistra, è un bene
comune che riguarda tutti i cittadini. Fenomeni che affondano le loro radici, certo, in
ragioni sociali profonde ma aggravati all’Aquila dal modello “luna park” perseguito
dall’Amministrazione.
Chiediamo, purtroppo inascoltati da anni, come consiglieri di minoranza efficaci politiche
sociali, presidio interforze del centro storico e la promozione di una idea di vivere L’Aquila
che non sia soltanto movida ed eventificio. Questo richiede una cittĆ normale, dotata di
servizi, abitabile per i residenti, piena di attivitĆ , di scuole e palestre, di servizi alle persone,
di spazi di socialitĆ alternativi, dotata di parcheggi e ben servita dai mezzi pubblici.
Proprio nella finalitĆ di potenziare i servizi di pubblica sicurezza in alcune aree critiche
cittadine, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimitĆ , nel lontano novembre 2024, ed
inoltrato alla Prefettura la richiesta di una importante misura: l’attivazione della operazione
di Pubblica Sicurezza āStrade Sicureā.
Nella lettera inviata al Ministro ricordiamo che Strade sicure, ad oggi operativa in numerose
cittĆ italiane con esiti apprezzabili, permetterebbe di disporre anche all’Aquila di risorse
dell’Esercito, a fini di prevenzione, in punti nevralgici per la sicurezza cittadina – come ad
es. il parco del Castello e il terminal di Collemaggio – quale misura complementare e non
sostitutiva allāattivitĆ delle Forze dellāOrdine, finalizzata ad aumentare i presidi di vigilanza
ed il livello di sicurezza reale e percepita.
Eppure, dopo quasi due anni dalla delibera del Consiglio, la sicurezza in CittĆ peggiora,
siamo tuttora privi di un Comandante legittimo ed a tempo pieno della municipale mentre
dell’operazione āStrade sicureā si ĆØ persa traccia, nonostante sia considerata tra le prioritĆ
del Governo Meloni e rifinanziata a livello nazionale con risorse aggiuntive.
PerchĆ© la Prefettura dell’Aquila ha insabbiato la richiesta di avviare l’operazione āStrade
sicureā? Lo ha chiesto il Sindaco? Lo ha deciso il Prefetto? Non ĆØ dato saperlo e questo
contraddice alla radice il principio di buon andamento della pubblica amministrazione e di
obbligo ad applicare una condotta trasparente nei confronti dei cittadini.
La Prefettura non ha voluto fornire spiegazioni, adducendo l'originale affermazione secondo
la quale l’interlocuzione tra Comune e Prefettura sulla sicurezza debba esplicitarsi
esclusivamente attraverso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
(CPOSP). Nella lettera al Ministro contestiamo questa āvisione formalistica e burocraticaā
secondo la quale āil Prefetto debba relazionarsi esclusivamente con il Sindacoā una tesi che
ānon trova fondamento nelle consuetudini di leale collaborazione tra istituzioni, nĆ© nei
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principi generali dell’ordinamentoā. Il Comune non ĆØ solo il Sindaco ed un Prefetto non può
affermare āparlo solo con il Sindacoā perchĆ© il Consiglio non ĆØ alle dipendenze del Sindaco
né sua articolazione, bensì è la massima assise civica, organo fondamentale di governo del
Comune, previsto dalla legge in attuazione dell’autonomia costituzionalmente garantita degli
enti locali.
Nella lettera chiediamo quindi al Ministro di intervenire sul Prefetto affinchĆ© āpossa
riesaminare la posizione assuntaā¦anche alla luce del progressivo ed evidente
deterioramento dell’ordine pubblico in CittĆ , soprattutto nelle ore serali e notturneā. Il
Prefetto dovrebbe āfornire adeguata motivazione sui motivi per i quali non si ĆØ dato seguito
alla delibera consiliareā.
In caso di mancata risposta attueremo ogni altra iniziativa, come l’interlocuzione con il
Presidente della Repubblica, utile a raggiungere lo scopo di informare la CittĆ , con la
trasparenza sinora negata, su una materia cosƬ sensibile e sentita. Nella lettera, infine,
esprimiamo un sentito ringraziamento alle forze dellāordine che, seppur in una condizione di
organico ridotto e senza l’aiuto di un Comandante della municipale, fanno i salti mortali per
dare il loro prezioso servizio ed assicurare sicurezza a noi cittadini. Ma questo sacrificio non
basta, occorre qualcosa in più, come coprire i buchi nell’organico di Polizia e Carabinieri ed
attivare āStrade sicureā, ad oggi smarrita nei gorghi di una burocrazia opaca, paludosa e non
trasparente.
*Consiglieri comunaliĀ


