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MASSIMO LIOFREDI E L’ETERNA LOTTA CULTURALE TRA GUERRA E PACE

 

 

 

di Massimo Liofredi*Ā 
L’AQUILA – A noi non interessa la guerra. Non ci interessa il riarmo.
Punto. Non è uno slogan, è una posizione di buon senso. Perché le armi, prima o poi, verranno usate. È sempre successo così. Chi compra un fucile, prima o poi spara.
E non venitemi a dire che ripudiare le armi sia di destra o di sinistra. Non c’entra niente. Ripudiare le armi ĆØ essere persone normali. Significa pensare al futuro dei nostri figli e non rassegnarsi all’idea che andranno a morire in guerra.
Cosa ĆØ successo al popolo italiano?
Negli anni 70 80 e 90 guardavamo al 2000 come a un punto di arrivo e di partenza. Ti ispiravano per un futuro migliore. Sognavamo le macchine volanti. Il film “Ritorno al Futuro” ci ha aiutato a fare quel sogno. Avevamo i nostri eroi, Rocky, Rambo. Erano finti, ma sembravano veri, li potevi quasi toccare con mano. Ti dicevano: guarda avanti, rialzati, vinci anche nella vita. C’era voglia di futuro.
2026, oggi cosa c’ĆØ? Accendi la televisione, apri un giornale, ascolti un politico, almeno molti di una certa coalizione, e non parlano altro che di guerra e di riarmo. Come se fosse una cosa normale. Naturale. Inevitabile.
Non ĆØ normale. Non ĆØ naturale. Dove sta la speranza che ci ha accompagnato per tutti quegli anni , e dove sta la speranza che dovrebbero vivere, come noi di allora, i giovani di oggi ?
Secondo me ci vogliono abituare. A forza di sentirla nominare, la guerra diventa una possibilità accettabile. Prima ti dicono che servono le armi per la pace, poi che servono più armi perché quelle non bastano, poi che bisogna prepararsi.
E guardate le nostre bollette esagerate di gas e luce elettrica. Non sono altro che proiettili, aerei e carri armati, droni che il nostro governo sperpera per l’acquisto delle armi. E la benzina arrivata a livelli di umana follia, ma non ĆØ follia nostra, ĆØ dei petrolieri, degli indegni speculatori che affossano sempre più la famiglia italiana, l’unico bene prezioso che merita di essere tutelato in questa societĆ  oramai diventata guerrafondaia.
E allora non c’ĆØ che una risposta. Una sola. Popolare, semplice, ma efficacissima.
La guerra fatevela da voi.
Voi la volete? Voi dite che ĆØ necessaria? E allora andateci voi, possibilmente accompagnati in “quel paese”, dove tanti italiani vi ci mandano molto volentieri. ā€Ž ā€Ž

*GiornalistaĀ 

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