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L’ABRUZZO VA IN MALORA PER LE EMERGENZE: ANTINCENDIO BOSCHIVO, VIGILI DEL FUOCO OUT; ELISOCCORSO 118 DA LAZIO, MARCHE E UMBRIA

di Giosafat CapulliĀ 

L’AQUILA – L’Abruzzo va in malora per quel che riguarda le emergenze. Due notizie: il mancato rinnovo della convenzione con i Vigili dei Fuoco per l’antincendio boschivo, e la gara che ĆØ andata deserta per il servizio di elisoccorso del 118. Mettiamo insieme le due cose ed ecco che ne esce un quadro a dir poco preoccupante. Cominciamo dalla gara che ĆØ andata deserta per l’affidamento del servizio di elisoccorso del 118. In una nota del dipartimento sanitĆ  si specifica che per non interrompere il servizio essenziale per salvare vite in Abruzzo daranno una mano le Regioni Lazio, Umbria e Marche. Inoltre si specifica che interverranno ad adiuvandum i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine. Altro problema di grande preoccupazione, il mancato rinnovo della convenzione regionale con i Vigili del Fuoco per il settore antincendio boschivo. E questo accade in piena emergenza incendi su tutto il territorio regionale. Messe insieme, le due notizie sono devastanti e testimoniano che il tutto va alla grande nella nostra Regione, ĆØ un clamoroso falso, annacquato con il presenzialismo ad ogni sagra e sagretta di chi amministra la Regione.

3 commenti riguardo “L’ABRUZZO VA IN MALORA PER LE EMERGENZE: ANTINCENDIO BOSCHIVO, VIGILI DEL FUOCO OUT; ELISOCCORSO 118 DA LAZIO, MARCHE E UMBRIA”

  • Lorenzo

    e la Scoccia si preoccupa del penitenziario di Sulmona !!!!

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  • Propaganda a gogo

    Nel frattempo, il presidente Marsilio e la sua assessora alla sanitĆ , si premurano di inviare una lettera a tutti gli Abruzzesi beandosi di avere finalmente messo a punto (con almeno 5 anni di ritardo!!) il famoso “fascicolo sanitario elettronico”…che, purtroppo per lui, non ĆØ ancora funzionante!!!

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  • … quando diventa palese di aver fatto un grande errore a sopprimere il Corpo Forestale, bisogna fermarsi e tornare indietro… e ripristinare la ” forestale ” . Si può fare… o ancora meglio, si deve.
    Un forza di polizia ambientale a ordinamento civile, seppur militarmente organizzata. Magari con reclutamento regionale, o compartimentali, per evitare trasferimenti e disagi al personale con sedi di assegnazione lontane diverse centinaia di chilometri dai luoghi nativi.
    E con tutte le competenze in materia ambientale, incendi boschivi compresi.
    Erano meno di ottomila uomini e donne, nelle quindici Regioni a statuto ordinario… molto poco considerate le risorse impiegate nei vari Uffici centrali e periferici… quindi portarne la dotazione a ventimila unitĆ .
    Se ne avvantaggerebbero le Regioni, con la firma di apposite convenzioni.
    Una forza di polizia altamente specializzata e tecnicamente attrezzata.
    Ne ha bisogno l’ Italia.

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