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TREDICENNE SENZA BIGLIETTO VALIDO SUL TRENO, TRENITALIA REPLICA: “NON È STATO FATTO SCENDERE”

La società sostiene che il capotreno avesse indicato le modalità per regolarizzare il viaggio pagando un sovrapprezzo di cinque euro. Il ragazzo si sarebbe allontanato autonomamente dal convoglio

SULMONA, 16 Settembre – Due versioni opposte e una manciata di minuti ancora da ricostruire. Trenitalia interviene sul caso del tredicenne che, secondo la denuncia della famiglia, non sarebbe riuscito a partire sul regionale R23816 delle 15.27 da Sulmona per L’Aquila perché in possesso di un biglietto digitale acquistato per il treno successivo.

«Il capotreno aveva indicato le modalità per acquistare il biglietto», precisa la società ferroviaria, escludendo che il giovane sia stato fatto scendere dal personale o che gli sia stata negata la possibilità di regolarizzare il viaggio.

Secondo la ricostruzione di Trenitalia, circa dieci minuti prima della partenza il capotreno avrebbe incontrato a bordo due ragazzi. Uno era munito di regolare abbonamento, mentre il tredicenne, al telefono con il padre, avrebbe spiegato che il genitore aveva acquistato per lui un biglietto digitale valido per il convoglio successivo.

L’agente avrebbe quindi chiarito che quel titolo di viaggio non poteva essere utilizzato sul regionale in partenza alle 15.27, indicando due possibilità: acquistare un nuovo biglietto in biglietteria oppure regolarizzare la propria posizione direttamente a bordo, pagando il sovrapprezzo previsto di cinque euro. In quel momento, precisa la società, mancavano ancora circa cinque minuti alla partenza.

Il ragazzo avrebbe poi chiesto al capotreno di parlare direttamente con il padre, ancora collegato telefonicamente. Dopo aver fornito le indicazioni necessarie e dovendo continuare l’assistenza agli altri passeggeri, l’agente avrebbe proseguito il proprio giro sul convoglio.

È sui momenti successivi che le ricostruzioni divergono. La famiglia sostiene che il comportamento del capotreno abbia di fatto impedito al tredicenne di partire. Trenitalia afferma invece che, al momento della partenza, il giovane non si trovava più a bordo perché sarebbe sceso autonomamente dal treno, allontanandosi.

La società ribadisce quindi che il ragazzo non sarebbe stato allontanato dal personale e che gli sarebbero state illustrate le alternative previste per viaggiare regolarmente. Resta ora da chiarire cosa sia accaduto in quei pochi minuti e quale sia stato l’esatto contenuto delle comunicazioni tra il giovane, il padre e il capotreno.

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