ADESCATO ON LINE E RICATTATO CON IMMAGINI INTIME: “DAMMI 5 MILA EURO”
Un 26enne di Sulmona denuncia il tentativo di estorsione dopo una videochiamata su WhatsApp. Indagini su profili, chat e numeri telefonici
SULMONA, 15 settembre – Da una conoscenza nata sul web alla minaccia di vedere le proprie immagini intime diffuse tra familiari, amici e conoscenti. È l’incubo vissuto da un 26enne di Sulmona, al quale sarebbero stati chiesti cinquemila euro per impedire la pubblicazione del materiale su internet.
Il giovane, anziché cedere al ricatto, si è rivolto alle forze dell’ordine, facendo scattare gli accertamenti. La vicenda è ora all’attenzione degli investigatori e della magistratura, chiamati a ricostruire l’intera sequenza dei contatti e a identificare la persona che avrebbe avanzato la richiesta di denaro.
Tutto sarebbe cominciato su un’applicazione online, attraverso una conversazione apparentemente innocua. Dopo i primi messaggi, i due interlocutori si sarebbero scambiati i numeri di telefono, proseguendo il dialogo su WhatsApp. Nel corso di una videochiamata sarebbero stati condivisi contenuti privati e immagini sessualmente esplicite.
Subito dopo sarebbe scattata la trappola. Il 26enne avrebbe ricevuto la richiesta di versare cinquemila euro, accompagnata dalla minaccia di pubblicare le immagini o di inviarle direttamente alle persone appartenenti alla sua cerchia familiare e sociale.
Di fronte alla pressione, il giovane ha deciso di non pagare e ha denunciato l’accaduto. Gli investigatori potranno ora analizzare le conversazioni, i profili utilizzati, gli account e i numeri telefonici dai quali sono partiti i contatti, nel tentativo di risalire al presunto responsabile e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
L’ipotesi al vaglio è quella di un tentativo di estorsione legato alla minaccia di divulgazione di materiale intimo, una pratica conosciuta anche come “sextortion”. Saranno comunque gli approfondimenti investigativi a definire l’esatta qualificazione giuridica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità.
Il caso richiama ancora una volta l’attenzione sui ricatti sessuali attraverso la rete. Il meccanismo segue spesso uno schema preciso: il contatto online, la costruzione di un rapporto di fiducia, la condivisione di contenuti personali e infine la richiesta di denaro.
In situazioni simili è fondamentale non effettuare pagamenti, interrompere i contatti senza cancellare chat e messaggi, conservare tutte le prove digitali e rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine.


