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IL PONTE BELVEDERE: LA CARTINA AL TORNASOLE DELL’INCAPACITA’ E IL SILENZIO DI CHI DOVREBBE INFORMARE GLI AQUILANI

di Giosafat Capulli 

L’AQUILA – Quello che stupisce del cantiere infinito per la ricostruzione del Ponte Belvedere è il silenzio di chi dovrebbe informare la cittadinanza. Non un comunicato stampa da parte del nutritissimo e costosissimo ufficio stampa del Comune; non una dichiarazione da parte di chi governa la città da quasi 10 anni. Si parla d’altro. Perché? Cosa si nasconde dietro questo ritardo infinito nell’annunciare la fine lavori e riconsegnare alla città quell’opera pubblica. Nulla è chiaro in questa vicenda. Nulla. L’unica cosa che ti sbatte agli occhi è contenuta negli annunci mirabolanti dell’amministrazione Biondi, su tutto, ma non sul Ponte Belvedere. Annunci ai quali non seguono fatti. Tanto per gettare fumo in faccia agli aquilani. Nei giorni scorsi sono state pubblicate foto sui social della riverniciatura del poco già realizzato, poiché la ruggine ha attaccato tutta la struttura metallica del “nuovo ponte”. Altro fatto che va evidenziato è che, quando qualcuno (Noi di ReteAbruzzo tra i primi) pone la domanda: “A che punto siamo con il Ponte Belvedere?”, non arrivano risposte da chi di dovere, ma una sassaiola di insulti da parte di una squadretta di anonimi attivissimi sui social. Un gruppetto organizzato che riempie di cattiverie gratuite chiunque ponga qualche lecita domanda. Chiediamoci il perché, cari aquilani. La mia idea è che quando la propaganda evita di parlare della realtà, qualcosa di negativo sia socialmente che culturalmente sta accadendo nella nostra città.

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