AFFITTO A 120 EURO AL MESE E EMPORIO PRONTO: GAGLIANO ATERNO LANCIA LA SFIDA ALLO SPOPOLAMENTO

Voglia di cambiare vita, lasciare la città e scommettere sul futuro delle aree interne? La risposta arriva da Gagliano Aterno, borgo abruzzese baluardo della rigenerazione urbana, che ha scelto di trasformare un investimento pubblico in un’arma concreta contro lo spopolamento. L’amministrazione comunale ha infatti pubblicato un avviso pubblico per affidare la gestione di un emporio completamente arredato e attrezzato, ricavato all’interno dello storico convento di Santa Chiara. Non si tratta di un semplice bando commerciale, ma di una vera e propria chiamata alle armi per nuovi imprenditori, residenti e “ritornanti” disposti a investire non solo economicamente, ma anche e soprattutto sul tessuto sociale del paese.
La proposta punta ad abbattere la barriera d’ingresso principale per chi desidera avviare un’attività in un contesto montano: i costi iniziali e la ricerca degli spazi. Il Comune ha infatti fatto a monte la propria parte, mettendo a disposizione locali, arredi e attrezzature pronti all’uso. L’immobile viene assegnato con un contratto di locazione di nove anni (rinnovabili per altri nove) e un canone di base d’asta estremamente accessibile: 1.440 euro l’anno, ovvero appena 120 euro al mese.
La call ha un respiro nazionale e si rivolge a chiunque voglia scommettere sull’Appennino, compresi coloro che un’impresa non l’hanno ancora avviata. Possono infatti presentare domanda sia soggetti già costituiti che in via di costituzione – questi ultimi chiamati a formalizzare la propria posizione solo in caso di aggiudicazione prima della firma del contratto.
A fare la differenza nella selezione non sarà soltanto la sostenibilità economica del progetto, ma il suo impatto sociale. L’amministrazione valuterà la capacità del futuro gestore di integrarsi con le attività e gli spazi del convento, di dialogare con la comunità locale, di promuovere un insediamento stabile e di contribuire attivamente alla vitalità del borgo.
«Continuiamo a parlare di spopolamento delle aree interne, ma se vogliamo davvero invertire la tendenza dobbiamo costruire le condizioni perché le persone possano vivere, lavorare e fare impresa in questi territori – sottolinea il sindaco Luca Santilli – Qui il mercato da solo spesso non riesce a farlo. La politica deve assumersi la responsabilità di creare spazi, servizi e infrastrutture non per sostituirsi all’impresa privata, ma per renderla possibile dove oggi è molto più difficile. Non cerchiamo qualcuno che si limiti a tenere aperto un negozio, ma qualcuno che voglia costruire un’attività e magari scegliere di vivere qui».
L’iniziativa dell’emporio non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia di lungo respiro che negli ultimi anni ha ridisegnato il volto di Gagliano Aterno. Il borgo ha saputo coniugare la rigenerazione urbana con l’innovazione sociale attraverso progetti di successo come la Comunità Energetica Rinnovabile, il progetto NEO (Nuove Esperienze Ospitali) per l’attrazione di nuovi abitanti, i patti di collaborazione per i beni comuni e l’infermieristica di comunità, un prezioso servizio di prossimità ritornato direttamente in paese. Tessere di un unico mosaico che dimostrano come lo spopolamento non si combatta con interventi spot, ma ricostruendo dal basso le condizioni per abitare la montagna.
Le candidature dovranno essere trasmesse entro e non oltre le ore 17.30 del 25 ottobre, previa effettuazione del sopralluogo obbligatorio dei locali secondo le modalità stabilite nell’avviso.
Tutte le informazioni dettagliate, la documentazione fotografica e il bando integrale sono consultabili sul sito ufficiale del Comune all’indirizzo https://comune.gaglianoaterno.aq.it/cambiare-vita-fare-impresa-abitare-la-montagna/.



Bene tutto, il problema è che non ci sono margini di guadagno un’attività del genere andrebbe sostenuta dalla Stato come le farmacie montane non dovrebbe essere soggetta a Tassazione normale ma andrebbe creato un sistema franco proprio per questi servizi.
Per portare i prodotti alimentari ci sono costi maggiori e i Cittadini della valle non sono disposti a pagare di più. In queste realtà ci si organizza per scendere 1 volta a settimana si va’ all’oasi e si compra tutto.
Cmq l’iniziativa è lodevole da parte dell’amministrazione.