Cultura

TERAMO. RIAPERTO IL SANTUARIO SANTA MARIA DELLE GRAZIE. UN CAPOLAVORO SACRO INNO ALLA FEDE

di Federica Farda 

TERAMO – Il santuario di Teramo di Santa Maria delle Grazie, riaperto dopo due anni di restauro in seguito ai gravi danni riportati nel terremoto 2016, parla aquilano. Ieri, giorno della Natività della Vergine, Teramo ha così riacquisito il suo santuario francescano che, tra l’altro, onora la patrona della sua Diocesi.

Un santuario e una chiesa che ora parlano aquilano poiché il nuovo rettore è padre Daniele Di Sipio, lo stesso ruolo ricoperto negli ultimi nove anni nella basilica di San Bernardino, mentre guardiano è un altro frate nato nel capoluogo abruzzese, padre Carlo Serri. Nel convento, composto da cinque frati, altri due sono aquilani: padre Candido Bafile e padre Marcello Bonfante.

E La Norma restauro, azienda anch’essa del capoluogo abruzzese, ha curato i restauri pittorici. I restauri sono stati preventivamente illustrati in un incontro nella Sala Ipogea di piazza Garibaldi alla presenza del Prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano, del vescovo Teramo-Atri monsignor Lorenzo Leuzzi, del sindaco di Terramo Gianguido D’Alberto, del soprintendente Abap L’Aquila – Teramo Massimo Sericola e del Provveditore OOPP Lazio, Abruzzo e Sardegna Vittorio Rapisarda Federico.

Poi un pellegrinaggio giubilare, in virtù dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, dalla cattedrale di Santa Maria Assunta alla basilica – santuario, guidato dal vescovo di Teramo-Atri monsignor Lorenzo Leuzzi, ha preceduto la riconsegna simbolica di Santa Maria delle Grazie dallo Stato alla Diocesi. Il santuario, infatti, è una delle 872 chiese di proprietà del FEC (Fondo Edifici di Culto del Ministero Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno) e quindi soggetti alla competenza della Prefettura.

A seguire il rito della riapertura del portale da parte del cardinale Angel Fernandez Artime, ex rettore maggiore dei Salesiani ed attualmente pro-prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica nonché legato pontificio per le basiliche di San Francesco e Santa Maria degli Angeli di Assisi che poi ha concelebrato la Santa Messa nella chiesa gremita di fedeli e autorità. Ai primi banchi sedevano, il sindaco Gianguido D’Albero, il presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia L’Aquila – Teramo Antonella Ballone, il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, il Prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano, il soprintendente Abap L’Aquila – Teramo Massimo Sericola, gli amministratori della Regione Abruzzo, le autorità militari, civili e i sindaci del territorio.

Nell’omelia il cardinale ha sottolineato come la cerimonia vada intesa come un ritorno all’apertura di una casa che è anche memoria e storia di fede, “un simbolo di devozione mariana sviluppata qui sotto la presenza francescana di San Giacomo della Marca. Ed è per questo che non riapriamo il Santuario soltanto perché è il luogo bello della città che ci mancava, ma lo riapriamo per qui proclamiamo il Signore e ora dobbiamo permettere che sia vivo. Si riapre il santuario e si riapra il cuore di Teramo con la benedizione di custodire Teramo, famiglie e giovani”.

A fine messa è stato letto un messaggio di saluto da parte del ministro generale dell’Ordine francescano dei frati minori frati minori fra Massimo Fusarelli.

La chiesa è stata oggetto di lavori di riparazione, di consolidamento strutturale, ammodernamento impiantistico e miglioramento sismico, finanziati interamente con risorse PNRR per un importo di circa quattro milioni di euro.

Alla riapertura erano presenti anche i rappresentanti delle società di progettazione Englobe soc. cons. arl. e LCA Project Srls, e l’impresa esecutrice dei lavori Strever S.p.a. Ora i lavori dovranno proseguire con un secondo lotto, da appaltare, e che interesseranno l’antico convento su cui sono stati già completati i lavori di restauro e consolidamento strutturale.

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