Cronaca L'AquilaCulturaHomeIn-Evidenza L'Aquila

RIAPERTURA NUOVE SCUOLE: COME AUTOCELEBRARSI PER UN RITARDO QUASI DECENNALE E GIOIRE PER LE LAMIERE DI COPPITO

L’AQUILA – L’apertura delle quattro nuove scuole a L’Aquila è una buona notizia per la comunità. Proprio per questo lascia sconcertati il tentativo di trasformare un diritto restituito con ritardo in un’autocelebrazione politica.

Dopo oltre diciassette anni dal terremoto, definire “fantastica” la consegna di quattro scuole è politicamente indecente. Non sono fantastici gli anni nei MUSP, le promesse disattese dei tempi di ricostruzione, i rinvii. Per raccontare come impresa straordinaria ciò che arriva con un ritardo disarmante e inammissibile serviva, in effetti, molta fantasia.

Quattro inaugurazioni in due giorni non trasformano il ritardo in efficienza: concentrano in due giorni ciò che la città ha atteso per anni.

L’Amministrazione Comunale “con i superpoteri” governa dal 2017 e aveva promesso un piano straordinario di ricostruzione e tempi ben diversi. Nove anni dopo, non può attribuire ogni ritardo al passato e intestarsi ogni taglio del nastro.

Il quadro reale resta impietoso: sette interventi ancora in corso, quattro in progettazione o appalto e scadenze di “fine lavori” che, per alcune scuole, arrivano al 2028 e al 2029. Le quattro scuole che vengono inaugurate oggi avevano date ufficiali di “fine lavori” di anni e anni fa. Se queste scuole sono le “Fantastiche quattro”, come dobbiamo chiamare tutte le altre scuole: “le invisibili”, “le Cenerentole”?

Evidentemente l’avvicinarsi delle elezioni, nazionali e comunali, possiede un sorprendente superpotere: accelera consegne e moltiplica inaugurazioni. Ben venga, se serve ad aprire scuole.

Gli unici veri supereroi in questa vicenda però sono solo le bambine e i bambini che da 18 anni vanno nei MUSP, le insegnanti, gli insegnanti e tutti i lavoratori e lavoratrici della scuola, che hanno offerto in questi anni un servizio didattico eccellente nonostante moduli che da provvisori sono diventati permanenti.

Restano senza risposta, in questa triste propaganda, le risposte alle vere domande: perché le nuove verifiche di vulnerabilità sismica non sono ancora state pubblicate integralmente, perché edifici prima dichiarati sicuri oggi sono stati destinati alla demolizione o al miglioramento sismico, come verrà gestito il caldo nei MUSP, quanti altri anni ritarderà la ricostruzione delle altre scuole? Le famiglie hanno bisogno di dati, non di slogan da fumetto.

Benvenute, dunque, alle nuove scuole. Ma la festa appartenga ai bambini e alle bambine, non alla propaganda. Le scuole non sono un regalo né un superpotere dell’Amministrazione: sono un diritto degli studenti e un dovere delle istituzioni. Un diritto riconosciuto in colpevole ritardo, e arrivato, oggi, parzialmente.

I comitati civici
Comitato Scuole Sicure
Commissione Oltre il MUSP

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *