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PREMIO SULMONA, MARIOLINA PALLOZZI ROMPE IL SILENZIO: “ECCO LA VERA STORIA DELLE ORIGINI”

SULMONA – Un intervento lungo, articolato e corredato da riferimenti storici e documentali per difendere la memoria del padre, il maestro Gaetano Pallozzi, e ristabilire quella che definisce la verità sulle origini del Premio Sulmona. È il contenuto del post pubblicato sui social da Mariolina Pallozzi, che a sei anni dalla scomparsa dell’artista ha deciso di intervenire pubblicamente dopo quelli che definisce “sistematici tentativi di riscrivere la genesi del Premio Sulmona”.

«Scrivo per legittima difesa», esordisce Mariolina Pallozzi, spiegando come il suo “tollerante silenzio” sia stato ferito da ricostruzioni che ritiene false, distorte e diffamatorie. Da qui la scelta di ripercorrere, passo dopo passo, le tappe che portarono alla nascita della più importante manifestazione d’arte contemporanea della città.

Secondo la ricostruzione proposta, tutto ebbe inizio nel 1963 quando Gaetano Pallozzi ed Ezio Barcone, dovendo avviare da zero una mostra di pittura, si rivolsero ad Antonio Trinchini, allora presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sulmona. Grazie al sostegno istituzionale dell’ente nacque la Prima Mostra Nazionale del Piccolo Formato, ospitata dal 6 al 12 aprile 1963.

Un successo che, evidenzia Mariolina Pallozzi, consentì di incrementare immediatamente il numero dei premi-acquisto e di avviare un percorso destinato ad evolversi rapidamente.

La seconda fase arriva nel 1964, quando l’organizzazione passa sotto l’egida della rivista “Circolo Letterario”, nata nel 1962 per iniziativa di un gruppo di intellettuali sulmonesi tra i quali spicca la figura di don Virgilio Orsini. Nello stesso anno la rivista viene guidata da A.M. Scalzitti e prende forma il “Premio Sulmona delle Arti”, una manifestazione che univa arti figurative e letteratura, attraverso una mostra di pittura e un concorso letterario.

Mariolina Pallozzi sottolinea il ruolo complementare dei protagonisti di quella stagione culturale: da una parte Gaetano Pallozzi, pittore e curatore capace di mettere a disposizione una vasta rete di relazioni artistiche; dall’altra Scalzitti, intellettuale, scrittore e giornalista che seguiva e sviluppava la sezione letteraria della manifestazione.

Secondo la ricostruzione, questo sodalizio durò dal 1964 al 1971.

La svolta arriva il 4 ottobre 1972 con la costituzione del Circolo d’Arte e Cultura Il Quadrivio, momento che Mariolina Pallozzi individua come l’atto di nascita del Premio Sulmona nella sua configurazione moderna. Una scelta che il padre avrebbe compiuto con una precisa visione culturale: concentrare l’intero progetto esclusivamente sulle arti visive e sulla pittura contemporanea.

«Un nuovo battesimo e una nuova cronologia», scrive, spiegando che da quel momento il Premio Sulmona diventa non soltanto una manifestazione artistica ma anche il motore della futura Pinacoteca civica. Attraverso i premi-acquisto e l’accumulo progressivo delle opere, infatti, si sarebbe formato il nucleo originario della collezione pubblica cittadina.

Nel post viene inoltre ricordato che il primo presidente del Circolo Il Quadrivio fu Pietro Guerrini, sostituito nel 1977 da Olindo Pelino, a partire dalla quarta edizione del Premio.

Mariolina Pallozzi evidenzia anche la netta separazione che si determinò dopo il 1972 tra il percorso della rivista e quello del Premio Sulmona. Mentre Scalzitti continuò la propria attività culturale e saggistica fino alla scomparsa avvenuta nel 1975, Gaetano Pallozzi avrebbe portato avanti quella che la figlia definisce una vera e propria “rivoluzione culturale”, utilizzando la forza delle arti visive per proiettare Sulmona in una dimensione nazionale e internazionale.

L’intervento social assume così il valore di una testimonianza storica ma anche di una presa di posizione pubblica. Mariolina Pallozzi afferma infatti di disporre di prove e documentazione a sostegno delle proprie ricostruzioni e ribadisce la necessità di preservare la memoria di una vicenda culturale che, a suo giudizio, non può essere alterata o reinterpretata senza un rigoroso riscontro storico.

Un contributo destinato a riaccendere il dibattito sulle origini del Premio Sulmona e sul ruolo svolto dai protagonisti che ne hanno segnato la nascita e lo sviluppo, in particolare quello di Gaetano Pallozzi, figura centrale nella costruzione di un patrimonio artistico che ancora oggi rappresenta uno dei principali riferimenti culturali della città.

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