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LA ROSA PERDUTA

10 settembre 1391

LA ROSA PERDUTA

di Fabio Valerio Maiorano

Originario di Spoleto, il maestro Nicola di Salvitto giunse a Sulmona – verso la metà del Trecento – insieme con il padre ed altri magistri di quei territori che lavorarono alla fabbrica della cattedrale di S.

Panfilo e al rifacimento del campanile.

E proprio mastro Nicola fu incaricato, nel 1391, di scolpire il magnifico portale in forma di ogiva, connotato dalla teoria di colonne ricamate da sontuosi capitelli e affiancato da una coppia di leoni stilofori che sostengono due colonne, ciascuna con un’edicola sulla sommità, l’una con la piccola statua di S.

Panfilo (a destra), l’altra con l’effigie di S.

Pelino, a sinistra.

Al maestro, inoltre, fu commissionato il rosone, da realizzare al di sopra del portale, oltre la cornice marcapia-no, ma questo secondo capolavoro è andato perso nel terremoto del 1706 che distrusse la parte superiore della facciata e lo stesso campanile.

Nei “patti” che Nicola di Salvitto sottoscrisse il 10 settembre 1391 con il vescovo Bartolomeo e con il canonico Ciottuli, procuratore della fabbrica di S.

Panfilo, è specificato che il frontespizio e la rosa avrebbero dovuto avere come modello il portale e il rosone della chiesa di S.

Domenico, dei padri predicatori, rifatti ex novo nel 1352; purtroppo, però, destino ha voluto che anche quei capolavori siano stati cancellati dalla furia del sisma.

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