DEFIBRILLATORE FUORI USO IL COMUNE REPLICA: “LA MANUTENZIONE SPETTAVA ALLA PARROCCHIA”
La sindaca Antonella Di Nino risponde ai consiglieri Margiotta, Tedeschi e Di Bacco: «Il dispositivo non era nella gestione comunale». Agli atti l’impegno assunto nel 2023 dalla parrocchia
PRATOLA PELIGNA, 10 settembre – Il defibrillatore installato all’esterno del Santuario della Madonna della Libera, pur trovandosi su suolo pubblico, non rientrava tra i dispositivi affidati alla gestione e alla manutenzione del Comune. A sostenerlo è l’amministrazione comunale di Pratola Peligna, che replica ai consiglieri d’opposizione Lucia Margiotta, Mattia Tedeschi e Antonio Di Bacco dopo l’annuncio di un’iniziativa consiliare sulla vicenda dell’apparecchio che non avrebbe funzionato durante i soccorsi a un cittadino colpito da malore e successivamente deceduto.
La risposta porta la firma del sindaco Antonella Di Nino ed è accompagnata da una relazione del responsabile del Servizio patrimonio, l’architetto Antonio Giovannucci. Il documento richiama una nota acquisita al protocollo comunale il 24 novembre 2023, nella quale il parroco avrebbe dichiarato espressamente l’impegno economico della parrocchia a provvedere alla corretta installazione dell’apparecchio e alla sua manutenzione periodica attraverso personale tecnico specializzato.
Secondo la ricostruzione dell’ufficio comunale, l’installazione del dispositivo era stata promossa dal Comitato Festa Madonna della Libera e dalla parrocchia, mentre al Comune era stata richiesta esclusivamente l’autorizzazione per collocare su suolo pubblico la struttura destinata a ospitare il defibrillatore, donato da un istituto di credito locale.
La concessione del suolo, precisa il Comune, non avrebbe quindi comportato il trasferimento all’ente della gestione e degli obblighi manutentivi. Da qui la conclusione della relazione: il defibrillatore del santuario non figurava tra quelli presi in carico dal Comune, poiché la competenza economica e organizzativa sulla manutenzione era stata dichiarata dalla stessa parrocchia al momento della richiesta d’installazione.
Diversa, sempre secondo gli uffici, sarebbe la situazione degli apparecchi effettivamente appartenenti al patrimonio comunale. Il Comune riferisce di aver disposto nel 2021 la verifica funzionale annuale, la sostituzione della batteria e il prolungamento della garanzia per il defibrillatore di via Bagnaturo. Nel 2022 sarebbe stata eseguita la verifica periodica di quello collocato in via Vittorio Veneto.
Gli interventi sarebbero proseguiti nel 2024 con l’acquisto di piastre, elettrodi e batterie per i dispositivi Tecnoheart e Lifepak CR2 e nel 2025 con un nuovo affidamento per la manutenzione e la verifica elettrica. L’ultimo provvedimento citato è la determina numero 286 del 2 settembre 2026, con la quale è stato affidato il servizio di manutenzione dei defibrillatori comunali e di verifica della scarica elettrica secondo la norma CEI 62353.
Il sindaco Di Nino contesta però anche il metodo scelto dai consiglieri d’opposizione, accusandoli di aver annunciato l’interrogazione attraverso la stampa prima ancora di depositarla al protocollo comunale. Secondo il primo cittadino, considerata la delicatezza della vicenda e il dolore della famiglia, sarebbe stato più opportuno utilizzare preventivamente i canali istituzionali e rivolgersi direttamente al sindaco e agli uffici competenti.
Di Nino parla di un tentativo di creare “un clima di dubbio e sospetto” nei confronti dell’amministrazione e accusa l’opposizione di aver anteposto la polemica politica al rispetto dovuto alla memoria del concittadino scomparso e ai suoi familiari.
L’ufficio tecnico precisa, infine, che la relazione non intende attribuire responsabilità, la cui eventuale individuazione spetterà alle autorità competenti, ma soltanto ricostruire la documentazione amministrativa conservata dal Comune. Resta ora da capire se, alla luce della risposta anticipata dal sindaco, l’opposizione confermerà la richiesta di portare comunque la vicenda all’esame del Consiglio comunale.
l’immagine di copertina è stata creata con A.I.



Non bastava un semplice accesso agli atti invece che la richiesta di un consiglio comunale o magari chiedere al dirigente? forse anche una ricerca sull’albo pretorio dove cercare l’atto di concessione dell’utilizzo del suolo pubblico.
Che campagna elettorale