BIBLIOTECHE, IL COMITATO ATTACCA: «35MILA EURO PER L’INTERO ABRUZZO, 305MILA PER LA NOTTE DEI SERPENTI»
L’associazione di Sulmona denuncia lo squilibrio nella distribuzione delle risorse pubbliche e chiede alla Regione di rifinanziare la proposta di legge “Biblioteche Aperte”
SULMONA, 9 settembre – Trentacinquemila euro per sostenere l’apertura delle biblioteche dell’intero Abruzzo contro i 305mila destinati complessivamente alla “Notte dei Serpenti 2026”. È il confronto sollevato dal Comitato Biblioteca Sulmona, che torna a contestare le priorità della politica culturale regionale e chiede un deciso riequilibrio delle risorse.
Secondo quanto riportato dal Comitato, la proposta di legge regionale “Biblioteche Aperte”, predisposta dalla maggioranza di centrodestra, prevede uno stanziamento complessivo di appena 35mila euro per tutte le strutture abruzzesi. Per la manifestazione ideata e diretta dal maestro Enrico Melozzi sarebbero stati invece concessi 200mila euro, ai quali si aggiungerebbero altri 105mila euro stanziati dal Comune di Pescara.
Una differenza che il Comitato definisce «impietosa» e non più tollerabile. Pur riconoscendo il valore della promozione turistica e dei grandi spettacoli, l’associazione sottolinea come destinare a un solo evento quasi nove volte le risorse previste per tutte le biblioteche regionali significhi privilegiare un appuntamento occasionale a discapito dei servizi quotidianamente utilizzati da studenti, ricercatori e cittadini.
«Non mettiamo in discussione il valore della promozione turistica o dei grandi spettacoli – precisa il Comitato – ma i numeri parlano chiaro e mostrano una sperequazione non più tollerabile».
Da Sulmona arriva anche una provocazione rivolta alla politica regionale: «Per accedere a finanziamenti pubblici così consistenti occorre necessariamente essere nomi affermati del panorama dello spettacolo? Oppure i cittadini che pagano le imposte, sostengono le spese universitarie e garantiscono con sacrificio l’istruzione dei propri figli vengono considerati contribuenti di serie B?».
Il timore è che la proposta di legge “Biblioteche Aperte”, sulla quale il Comitato ha presentato specifici emendamenti, possa nascere già depotenziata. La dotazione prevista viene giudicata puramente simbolica e insufficiente persino a coprire le necessità minime delle strutture locali, a cominciare dal personale e dal prolungamento degli orari di apertura.
«Una regione che vuole crescere dal punto di vista culturale e sociale – sostiene il Comitato – non può limitarsi a finanziare eventi spot di una sola notte, lasciando sguarniti i presìdi quotidiani della conoscenza. Le biblioteche sono luoghi di coesione, studio e democrazia e meritano dignità e risorse adeguate, non le briciole del bilancio regionale».
Il Comitato Biblioteca Sulmona rinnova quindi l’appello al Consiglio e alla Giunta regionale affinché accolgano gli emendamenti presentati e aumentino in maniera significativa lo stanziamento destinato alla legge. L’obiettivo è garantire che la politica culturale abruzzese non si esaurisca nei grandi spettacoli televisivi, ma diventi un investimento stabile sulle persone, sui servizi e sui territori.



Se tanto mi da tanto,
CORSA DEGLI ZINGARI, VERRECCHIA RILANCIA: «NON BASTA PIÙ UN CONTRIBUTO, SERVE UN INVESTIMENTO ALL’ALTEZZA»
scrivete al Ministro.
Credo che prima ancora del merito ci sia un problema di metodo nel modo in cui viene costruita questa critica.
Un’investimento pubblico non si può giudicare semplicemente mettendo due cifre una accanto all’altra e chiedendosi perché una sia maggiore dell’altra.
Non si valutano gli investimenti soltanto sulla base delle somme stanziate ma in relazione agli obiettivi, ai benefici prodotti e ai ritorni che sono in grado di generare.
Le biblioteche rappresentano un investimento culturale e sociale con una funzione permanente sul territorio, un grande evento come la Notte dei Serpenti ha invece una finalità diversa come promozione, visibilità, attrattività turistica e almeno nelle intenzioni ricadute economiche sul territorio.
Sono quindi investimenti differenti che vanno valutati con parametri differenti.
La domanda seria semmai dovrebbe essere quanto produce quell’investimento? Quante presenze ha generato gli scorsi anni e quante se ne prevedono in futuro? Quale ritorno economico sul territorio? Quale valore promozionale e turistico ha prodotto rispetto ai 200mila della regione impiegati?
Se il ritorno è insufficiente allora è giusto discuterne e contestare la scelta ma se vogliamo fare una critica seria alla spesa pubblica dobbiamo pretendere dati, risultati e valutazioni costi-benefici perché altrimenti si finisce per fare una critica facile costruita sul confronto tra numeri che sembrano scandalosi soltanto perché messi uno accanto all’altro.
Questo, a mio avviso, non aiuta né le biblioteche né una discussione seria sulle priorità della Regione.
La questione non è soltanto quanto si spende ma capire cosa si ottiene da ciò che si spende.