MAXI RISSA NEL CUORE DELLA MOVIDA, SETTE GIOVANI RISCHIANO IL PROCESSO
La Procura di Sulmona ha chiesto il rinvio a giudizio per ragazzi tra i 21 e i 23 anni. L’udienza fissata al 26 gennaio davanti al giudice Emanuela Cisterna
SULMONA – Sarà il giudice Emanuela Cisterna a decidere, il prossimo 26 gennaio, se i sette giovani coinvolti nella maxi rissa scoppiata nel cuore della movida sulmonese dovranno affrontare il processo. La Procura della Repubblica di Sulmona ha infatti presentato le richieste di rinvio a giudizio al termine delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti.
I sette ragazzi, di età compresa tra i 21 e i 23 anni e residenti tra Sulmona e Torre de’ Passeri, compariranno nell’udienza predibattimentale assistiti dagli avvocati Maria Grazia Lepore, Alberto Paolini, Stefano Michelangelo e Pietro Battistini. Le accuse formulate dalla Procura dovranno ora essere vagliate dal giudice.
La vicenda risale al 5 ottobre, quando una discussione tra due gruppi di giovani degenerò rapidamente tra via Roma e via Dei Sangro, una delle zone maggiormente frequentate durante le serate della movida.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Sulmona, guidati dal maggiore Toni Di Giosia, a innescare lo scontro sarebbe stata la risposta rivolta da uno dei ragazzi a una giovane che, insieme ad altre amiche, aveva tentato di riportare la calma. Dalle minacce verbali si sarebbe passati in pochi istanti alla violenza, con schiaffi, pugni e calci.
Durante la colluttazione uno dei partecipanti avrebbe anche tentato di incendiare il cappotto di un rivale. Una circostanza che, tuttavia, non sarebbe stata completamente chiarita nel corso degli accertamenti.
La rissa finì per coinvolgere a catena anche altre persone presenti nella zona, alle quali non sarebbe stato attribuito un ruolo diretto nello scontro. Quando le forze dell’ordine arrivarono sul posto riuscirono a identificare soltanto tre partecipanti, immediatamente denunciati a piede libero.
Le successive testimonianze e l’analisi di alcuni video amatoriali hanno consentito agli investigatori di ricostruire le diverse fasi della lite e di identificare gli altri giovani ritenuti coinvolti.
Nei confronti dei sette ragazzi il questore dell’Aquila, Fabrizio Mancini, aveva già adottato specifiche misure di prevenzione: due fogli di via e cinque divieti di accesso agli esercizi pubblici. Dopo l’episodio era stata inoltre disposta la chiusura per sette giorni di un pub della zona.
Il procedimento si inserisce in un contesto che continua a destare preoccupazione. Negli ultimi anni, nell’area della movida sulmonese, si sono registrate circa dieci risse tra gruppi di giovani. A queste si aggiungono due gravi aggressioni avvenute più recentemente, per le quali è finito sotto indagine un uomo di 33 anni. Il prossimo passaggio giudiziario è ora fissato al 26 gennaio, quando sarà stabilito se per i sette giovani dovrà aprirsi il processo.


