LA VALLE PELIGNA SENZA PESO POLITICO?
di Carlo Piccone
La Quinta Provincia sarebbe davvero una risposta alla marginalità delle aree interne o rischierebbe di produrre soltanto un’altra frammentazione?
È una domanda che meriterebbe una discussione politica seria perché dietro la questione istituzionale c’è un tema ancora più importante, il peso elettorale e quindi il peso politico dei territori.
In politica, piaccia o no, i numeri contano, chi esprime più consenso ha maggiore capacità di incidere sulle candidature, sulle liste, sulle alleanze e sulle scelte dei partiti e proprio per questo un territorio che perde progressivamente peso demografico ed elettorale dovrebbe avere una classe politica capace di compensare quella debolezza con organizzazione, strategia e capacità di rappresentanza.
È qui che la Valle Peligna dovrebbe interrogarsi perché il problema non riguarda soltanto le amministrazioni comunali ma riguarda l’intero sistema politico territoriale, i partiti, i loro dirigenti, i rappresentanti istituzionali e tutti coloro che hanno la responsabilità di costruire una prospettiva politica per questo territorio.
Mentre ad Avezzano si discute della Quinta Provincia e si prende posizione anche sul collegio unico regionale da queste parti sembra mancare persino una discussione pubblica sul tema e allora qualche domanda è inevitabile.
Qual è la posizione dei nostri partiti? Quale sistema elettorale ritengono più utile alla Valle Peligna? Il collegio unico? Una diversa articolazione territoriale? La Quinta Provincia? Oppure pensano che questi temi non ci riguardino? E soprattutto, dove sono la strategia e la capacità di fare massa critica?
Perché non basta avere consiglieri regionali, amministratori, dirigenti di partito e rappresentanti nelle istituzioni se queste presenze non riescono a trasformarsi in una posizione politica riconoscibile e condivisa sui grandi temi che riguardano il futuro della rappresentanza territoriale, rischiano di essere soltanto presenze individuali ed è questo il punto che dovrebbe interrogare soprattutto i partiti locali.
Un partito non dovrebbe limitarsi a cercare voti nel proprio territorio, dovrebbe essere capace di trasformare quei voti in peso politico, se invece ci si limita alla gestione dell’esistente, alle dinamiche interne, alle candidature e alle piccole battaglie di campanile, mentre altri territori costruiscono strategie più lunghe, il risultato è inevitabile, il nostro peso diminuisce.
Poi però puntualmente ci lamentiamo perché Avezzano, L’Aquila, Pescara o la costa hanno maggiore capacità di attrarre risorse, attenzione e rappresentanza, gli altri territori non hanno nessuna colpa se fanno politica meglio di noi.
La domanda vera è perché la Valle Peligna non riesca più a farla con la stessa efficacia?
La Quinta Provincia potrebbe essere una soluzione oppure potrebbe produrre nuovi squilibri, il collegio unico potrebbe rafforzare la rappresentanza delle aree interne oppure avere effetti diversi da quelli auspicati, sono questioni complesse che andrebbero studiate, non affrontate con slogan o con il silenzio che è ancora più grave.
Mentre gli altri discutono delle regole che determineranno i futuri equilibri politici noi rischiamo ancora una volta di arrivare dopo quando le decisioni saranno già state prese e non ci resterà che la lamentela.
Forse sarebbe il caso che i partiti peligni facessero finalmente un esame di coscienza perché non possiamo continuare a raccontare che siamo vittime della forza dei grandi centri senza chiederci quanto della nostra marginalità sia stata determinata anche dalla debolezza della nostra politica territoriale.
Il problema non è soltanto quanti voti abbiamo, è la nostra incapacità di trasformare quei voti in forza politica e se non recuperiamo questa capacità possiamo anche cambiare province, collegi e sistemi elettorali ma continueremo comunque a lamentarci che qualcun altro ci fagocita.
E nel frattempo continueremo a perdere peso, capacità di attrarre investimenti e opportunità, servizi e prospettive di sviluppo, condannando il nostro territorio a un progressivo arretramento economico, sociale e demografico.
SVEGLIA



E le stelle stanno guardare. E quell’altro è il re nudo, uguale: solo interessi personali.
Stai fresco ad aspettare che si svegliano, il sonno è profondo
DOVE SONO ORA LE NOSTRE CONSIGLIERE REGIONALI E LA NOSTRA SENATRICE??? LA SCOCCIA CHE HA INTENSIONE DI PRESENTARSI ALLE POLITICHE DOV’E’???? CON QUALI VOTI POI???DEI SOLITI DISPERATI??? O ILLUSI??? SVEGLIAAAAA
..bisognerebbe cambiare la capoccia dei sulmonesi;
e mo magni!
L’aquila non la farà mai fare
Siamo passati dal dire che la POLITICA locale “non restituisce risultati” a “è colpa di chi se ne accorge”.
Evoluzione notevole, si direbbe.
In realtà, oltre a prenderne atto, si potrebbe smettere di stigmatizzare chi lo dice soltanto (PD & AVS) e iniziare a stigmatizzare chi non lo fa.
Sarebbe la vera novità.
….il mea culpa.
CORAGGIO, il 2027 non è lontano.
Non sono previste indulgenze, né a dx né a sx.