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INCENDIO MORRONE: L’ALLARME DEI GEOLOGI SU POSSIBILI FRANE VERSO STRADE E ABITAZIONI

Sopralluogo con il capo della Protezione civile regionale Maurizio Scelli nelle aree devastate dall’incendio. Nicola Sciarra: «Situazione molto grave, servono interventi rapidi». Catia Di Nisio: «Priorità ai canaloni e a un sistema di monitoraggio»

ROCCACASALE, 7 settembre – Anche una pioggia di modesta intensità potrebbe trasformare i versanti del Monte Morrone devastati dall’incendio in un pericolo per strade e abitazioni. È l’allarme lanciato nella tarda mattinata di oggi dai geologi al termine del sopralluogo compiuto nelle aree percorse dalle fiamme insieme al capo della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli.

A salire sulla montagna sono stati Nicola Sciarra, docente dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e geologo di fama internazionale, e Catia Di Nisio, presidente dell’Ordine dei geologi dell’Abruzzo. Gli esperti hanno raggiunto le zone maggiormente colpite a bordo di un pick-up della Protezione civile, verificando direttamente le condizioni dei versanti dopo il passaggio del fuoco.

Nicola Sciarra, docente dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e geologo di fama internazionale

«Anche piogge leggere potrebbero innescare colate detritiche importanti, capaci di raggiungere sia le strade sia le abitazioni sottostanti. La situazione è molto grave», ha avvertito Sciarra. Il sopralluogo, secondo il docente, ha evidenziato «la precarietà dei luoghi, con situazioni in alcuni casi emblematiche e molto pericolose».

Catia di Nisio presidente ordine regionale dei geologi

Il rischio è che l’acqua trascini rapidamente verso valle terra, pietre, tronchi e altro materiale rimasto senza la naturale protezione della vegetazione. Una possibile conseguenza dell’incendio che impone ora di accelerare sulle misure di prevenzione.

«Bisogna impegnarsi per trovare una soluzione rapida che permetta almeno la messa in sicurezza delle zone maggiormente esposte», ha aggiunto Sciarra.

Particolare attenzione dovrà essere riservata ai canaloni, che potrebbero diventare corsie naturali per la discesa a valle dei detriti. «Rappresentano sicuramente una via preferenziale per il materiale», ha spiegato Catia Di Nisio. «È su questi punti che bisognerà concentrarsi, anche alla luce della sconnessione dei fronti rocciosi».

La presidente dell’Ordine dei geologi ha ricordato che la superficie interessata è molto estesa e che la ricognizione di oggi dovrà essere seguita da ulteriori verifiche tecniche. Il primo passo sarà individuare e classificare le aree maggiormente esposte.

«Bisognerà definire le zone più a rischio e predisporre un sistema di allertamento e controllo, in grado di segnalare rapidamente le situazioni di pericolo», ha concluso Di Nisio.

Il sopralluogo è stato disposto da Scelli, che ha già rivolto l’attenzione alla fase successiva allo spegnimento dell’incendio, coinvolgendo specialisti per valutare i rischi idrogeologici. «Dobbiamo evitare che possano determinarsi conseguenze addirittura più gravi di quelle provocate dal fuoco», ha sottolineato il capo della Protezione civile regionale.

La ricognizione di oggi rappresenta quindi il primo passaggio per la realizzazione di un monitoraggio continuo del Morrone e per la programmazione degli interventi urgenti di messa in sicurezza. Nel frattempo proseguono le operazioni di bonifica, con cinquanta uomini impegnati a terra e il supporto dei mezzi aerei.

3 commenti riguardo “INCENDIO MORRONE: L’ALLARME DEI GEOLOGI SU POSSIBILI FRANE VERSO STRADE E ABITAZIONI”

  • Maurizio

    Al riguardo nella Frazione Marane, in corrispondenza della Chiesa di San Giuseppe, in caso di pioggia la strada provinciale viene interessata dalla presenza di pietre che scivolano dal pendio della montagna tanto da deteriminare pericolo alle abitazioni e alla sicurezza della circolazione stradale, nel contempo è stata effettuata solo la rimozione delle pietre depositate sulla sede stradale.
    Tutte le amministrazioni comunali hanno solo preso atto della criticità e poi……silenzi.

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  • I veri esperti siamo noi !

    PRENDIAMO ESEMPIO DAL DECENNALE LAVORO FATTO DAL COMITATO “GIUSTIZIA PER IL MORRONE” E IL COMITATO “TERRITORI UNITI”.
    IL LORO DISTINTIVO E CONTINUATIVO IMPEGNO A PARTIRE DAL 2017, HA CONSENTITO DI DELINEARE ANALISI E PRODURRE SINTESI EQUIVALENTI A UNA BEATA MAZZA (…da golf).

    10 anni bruciati al vento

    https://www.ilgerme.it/giustizia-morrone-subito-esposto-accesso-agli-atti/

    https://www.ilgerme.it/dallincendio-del-morrone-nasce-territori-uniti-la-prevenzione/

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  • Angelo pallozzi

    Antonio Mancini per anni ha sostenuto la fragilità del monte Morrone, chiedeva costantemente controlli oggi finalmente gli si da ragione, meglio tardi che mai.

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