VERTENZA TECNOCALL. 59 AQUILANE E AQUILANI PER STRADA. PEZZOPANE E ROMANO: LE ISTITUZIONI LAVORINO PER SOLUZIONE
L’AQUILA – āLa vertenza Tecnocall riguarda il futuro di 59 lavoratrici e lavoratori aquilani e, proprio per questo, merita da parte delle istituzioni la massima attenzione, tempi certi e soprattutto un confronto concreto finalizzato aindividuare soluzioni. Il 27 agosto, dopo diversi contatti e sollecitazioni per ottenere la convocazione della III Commissione consiliare rimasti, fino a quel momento, senza esito, avevamo rivolto un appello pubblico al presidente della III Commissione, Fabio Frullo, chiedendo una rapida convocazione della Commissione, nel rispetto dellāimpegno assunto con le organizzazioni sindacali nella precedente riunione, che si era tenuta ormai circa un mese prima. Quella richiesta nasceva da una considerazione molto semplice: su una vertenza che coinvolge 59 lavoratori e le loro famiglie non si può perdere altro tempo. Il 2 settembre il presidente Frullo ha diffuso un comunicato nel quale annunciava: Ā«Abbiamo convocato per il prossimo 16 settembre la III Commissione consiliare, chiamando al confronto lāazienda, le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni interessateĀ». Prendiamo atto positivamente dellāannuncio della convocazione. Tuttavia, ad oggi, nonostante lāannuncio pubblico, la convocazione formale non ĆØ arrivata nĆ© alle consigliere e ai consiglieri nĆ©, per quanto ci risulta, alle organizzazioni sindacali. Per ora la commissione ĆØ solo annunciata, ma non convocata purtroppo. Un comunicato stampa non può sostituire gli atti formali necessari per convocare una Commissione. Soprattutto quando quella Commissione dovrebbe rappresentare il luogo nel quale istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali si confrontano su una situazione occupazionale che non può essere ulteriormente rinviata.
Per questo chiediamo al presidente Frullo di procedere immediatamente alla effettiva convocazione del 16 settembre, assicurando che tutti e le consigliere ed i consiglieri, le organizzazioni sindacali e gli altri soggetti istituzionali ricevano tempestivamente la convocazione e siano messi nelle condizioni di partecipare al confronto. Ma non basta convocare la Commissione. Il 16 settembre deve essere una giornata di lavoro vero. Non una passerella istituzionale e nemmeno un semplice momento di ascolto, ma lāavvio di un percorso concreto per affrontare la vertenza e costruire una prospettiva occupazionale per i 59 lavoratori.
Per questo riteniamo indispensabile la presenza di Hera, in quanto committenza, insieme allāazienda Tecnocall, alle organizzazioni sindacali e a tutte le istituzioni che possono contribuire alla soluzione della vertenza. Se lāobiettivo ĆØ davvero quello di tutelare lāoccupazione, bisogna mettere intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che possono assumere responsabilitĆ e prendere decisioni. Ci auguriamo quindi che lāamministrazione in questo mese abbia avuto la cura di interloquire con Hera per averla al tavolo annunciato per il 16. Solo cosƬ sarĆ possibile verificare concretamente tutte le strade percorribili: dalla salvaguardia della commessa alla ricerca di nuove attivitĆ e nuovi servizi, fino al coinvolgimento degli altri livelli istituzionali e allāutilizzo di tutti gli strumenti disponibili per evitare la perdita di posti di lavoro. Noi, come sempre e come in altre vertenze, siamo pronti a fare la nostra parte.
A noi interessa che la convocazione ci sia effettivamente, che tutti i soggetti siano presenti e che da quella riunione possa uscire un percorso concreto.
La situazione dei 59 lavoratori Tecnocall non può essere affrontata con annunci, rinvii o rassicurazioni generiche. Servono impegni precisi, interlocutori presenti e una strategia condivisa. Il Comune dellāAquila deve fare fino in fondo la propria parte, esercitando il proprio ruolo istituzionale e politico per difendere il lavoro e chiedendo con forza il coinvolgimento di tutti i soggetti necessari ed intervenendo, se serve, anche col governo. Il 16 settembre deve essere quindi un punto di partenza, non un punto di arrivo: un tavolo dal quale uscire con impegni, responsabilitĆ e un cronoprogramma per affrontare la vertenza. PerchĆ© dietro quei 59 lavoratori ci sono 59 persone, 59 famiglie e una parte importante del tessuto occupazionale della nostra cittĆ . A loro dobbiamo risposte concrete, non ulteriori attese. E alle istituzioni spetta il compito di fare tutto ciò che ĆØ nelle loro possibilitĆ per difendere quei posti di lavoro e garantire ai lavoratori Tecnocall una prospettiva certa, stabile e dignitosa.
Ora ĆØ il momento di passare dalle parole ai fatti.
LāAquila non può permettersi di perdere altri posti di lavoro: saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Tecnocall e continueremo a sollecitare tuttele istituzioni affinchĆ© nessuna possibilitĆ venga lasciata intentata e nessuna responsabilitĆ venga elusa. ā
Stefania Pezzopane (Pd)
Paolo Romano (LāAquila Nuova)


