SULMONA, CHIUDE MARIO IL BARBIERE: UN’ERA DURATA 58 ANNI
Dopo quasi sei decenni dedicati con passione al mestiere di barbiere, Mario Petrella ha deciso di abbassare per l’ultima volta la serranda della sua storica attività. Una storia professionale e umana durata ben 58 anni, trascorsa interamente nel cuore di Sulmona, città a cui l’artigiano ha dedicato un commosso e sincero messaggio di commiato.
Petrella ha iniziato a lavorare giovanissimo, a soli 14 anni, trasformando quella che era una professione artigianale in un punto di riferimento per l’intera comunità. Attraverso una lettera aperta rivolta a clienti e cittadini, l’ormai storico barbiere sulmonese ha ripercorso con gratitudine il suo lungo viaggio, iniziato da ragazzo e proseguito sempre con la stessa dedizione.
«Ho cercato sempre di ricambiare la vostra fiducia con onestà, professionalità, serietà e rispetto», scrive Petrella nella sua lettera. Nel corso degli anni, il suo salone non è stato semplicemente un luogo di lavoro, ma un vero e proprio punto di aggregazione, un salotto cittadino dove generazioni di sulmonesi si sono incrociate per condividere chiacchiere, sorrisi e momenti di vita quotidiana. «Nel tempo, molti di voi sono diventati molto più che clienti: siete diventati parte della mia vita», aggiunge.
Nel messaggio traspare anche il rammarico per non aver potuto festeggiare questo traguardo come avrebbe desiderato: «Avrei voluto salutarvi tutti con un brindisi, un po’ di musica e una festa, come avevo immaginato. Non sempre, però, la vita ci permette di seguire i programmi che avevamo fatto». Nonostante ciò, il sentimento prevalente resta la gratitudine verso una città che gli ha dato tanto e verso la clientela che lo ha sostenuto per quasi sessant’anni.
Con la chiusura dell’attività di Mario Petrella, Sulmona perde una figura simbolo del commercio e dell’artigianato locale. Si chiude così un capitolo fondamentale della sua vita, ma ne comincia un altro, ricco del ricordo di 58 anni di lavoro, incontri e dell’affetto sincero di tutta la comunità.
«Grazie per la vostra fedeltà, per la fiducia e per avermi accompagnato in questo lungo viaggio. Vi voglio bene», conclude Mario, lasciando alla sua città un caloroso abbraccio e un esempio di dedizione e rispetto per il proprio mestiere.



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