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SPORT A PRATOLA, UN MILIONE DI EURO E NOVE ANNI DI ATTESA: «ANCORA SOLUZIONI TAMPONE»

Radici e Prospettive attacca l’amministrazione comunale sulla gestione degli impianti e chiede chiarezza sui 6mila euro destinati a una struttura privata

PRATOLA PELIGNA – Oltre un milione di euro di risorse pubbliche, nove anni di attesa e una struttura sportiva rimasta a lungo inagibile. Ora che il campo è tornato finalmente fruibile, sull’amministrazione comunale di Pratola Peligna si abbatte l’affondo politico di Radici e Prospettive, che contesta la gestione degli impianti sportivi e denuncia il ricorso a quelle che definisce «soluzioni private e temporanee».

Il gruppo riconosce come positiva la riapertura dell’impianto, ma avverte che il taglio del nastro non può cancellare il lungo periodo durante il quale la struttura è rimasta inutilizzabile, nonostante l’ingente investimento sostenuto con denaro pubblico.

«La riapertura non può essere utilizzata per far passare in secondo piano tutto ciò che è accaduto negli anni precedenti, né per sostenere che ogni problema sia stato definitivamente risolto», afferma Radici e Prospettive.

Al centro delle critiche restano le condizioni strutturali e funzionali dell’impianto e, soprattutto, la sua accessibilità. Secondo il gruppo politico, Pratola continuerebbe a non disporre di una vera struttura sportiva pubblica di prossimità, facilmente raggiungibile e adeguata alle esigenze quotidiane dei ragazzi.

Una valutazione severa, che pone sotto accusa la programmazione dell’amministrazione comunale: dopo quasi un decennio e più di un milione di euro spesi, le famiglie sarebbero ancora costrette ad affidarsi a soluzioni alternative per garantire ai giovani la possibilità di svolgere attività sportiva.

A riaccendere lo scontro è anche una delibera che, stando a quanto riferisce Radici e Prospettive, destinerebbe circa 6mila euro di fondi pubblici a una struttura privata per consentire ai ragazzi di praticare attività ludico-sportiva.

Il gruppo chiede perché la decisione non sia stata annunciata attraverso i consueti canali istituzionali e social, utilizzati invece dall’amministrazione per promuovere altre iniziative. Ma gli interrogativi riguardano soprattutto le verifiche compiute prima di impegnare le risorse.

«Se la sicurezza degli impianti rappresenta giustamente una priorità – sottolinea Radici e Prospettive – è legittimo chiedere se la struttura interessata sia in possesso di tutti i requisiti e delle certificazioni previste dalla normativa in materia di sicurezza e agibilità».

Non si tratta, precisano dal gruppo, di formulare accuse, ma di ottenere risposte pubbliche, chiare e documentate sull’impiego del denaro dei cittadini. Risposte che, secondo Radici e Prospettive, non sarebbero arrivate neppure dopo l’intervento del vicesindaco Tarantelli.

Quest’ultimo avrebbe affermato che, al momento della stipula della convenzione, il manto erboso della struttura privata si trovava in condizioni perfette. Una ricostruzione che il gruppo considera sorprendente e sulla quale sollecita ulteriori chiarimenti.

«Delle due l’una: o le condizioni del manto erboso non erano quelle descritte dal vicesindaco, oppure abbiamo una percezione della realtà molto diversa dalla sua», osserva il movimento, ricordando come le condizioni del terreno del Campus sarebbero da tempo oggetto di discussioni e criticità tra chi frequenta la struttura.

La richiesta rivolta a Tarantelli è quindi quella di rendere pubblici eventuali sopralluoghi, documenti e verifiche sui quali si fonda la dichiarazione relativa alle condizioni del campo.

Il bilancio politico tracciato da Radici e Prospettive è impietoso: un impianto pubblico costato più di un milione di euro e rimasto inutilizzabile per anni, problemi di accessibilità che non sarebbero stati definitivamente risolti e ulteriori fondi destinati a una struttura privata per assicurare ai ragazzi uno spazio dove praticare sport.

«È questa la programmazione sportiva che Pratola Peligna merita? È questo il risultato di anni di investimenti e di scelte amministrative?», domanda il gruppo.

L’attacco si concentra su un modello amministrativo che, secondo l’opposizione, privilegerebbe annunci, fotografie e inaugurazioni senza risolvere fino in fondo i problemi. La vera misura della politica, sostengono da Radici e Prospettive, dovrebbe essere rappresentata dai risultati concreti, dalla capacità di programmare e dalle risposte offerte alle esigenze quotidiane delle famiglie.

Da qui la domanda conclusiva, destinata ad alimentare il confronto politico: «Dopo tutto questo tempo e dopo oltre un milione di euro spesi, avevamo forse ragione noi?».

Radici e Prospettive annuncia che continuerà a chiedere chiarezza sui fondi stanziati, sui controlli effettuati e sui risultati prodotti dagli investimenti, rivendicando per Pratola Peligna una politica sportiva che superi la logica dell’emergenza e garantisca strutture pubbliche realmente accessibili, sicure e adeguate.

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