EMERGENZA INCENDI. I VIGILI DEL FUOCO AQUILANI MINACCIANO LO SPIOPERO: HANNO RAGIONE A PROTESTARE
di Giosafat Capulli*
L’AQUILA – Tanti lettori e tantissimi cittadini, sui profili social personali o sui gruppi, dicono la loro sull’emergenza incendi che ha investito (ancora non è finita) L’Aquila e L’Abruzzo. C’è chi invoca il ritorno della Forestale, chi accusa di incompetenza le squadre di volontariato AIB che peraltro lavorano gratis. C’è chi se la prende con l’uno o con l’altro. Ma in pochi conoscono la realtà sul campo del fuoco. La conoscono bene i Vigili del Fuoco e i volontari che ogni giorno pala, piccone, moduli antincendio e raspo sul fuoco, per domarlo e spegnerlo, ci vanno per davvero. Ed ecco che dopo notti e giorni a spegnere incendi i rappresentanti dei Vigili del Fuoco dell’Aquila hanno deciso di dire la loro. Praticamente la verità. Turni massacranti, giorno e notte di servizio senza poter neanche dormire una notte intera.
E lo stesso dicasi per quei volontari che al loro fianco operano. Saranno anche stipendiati i nostri Vigili del Fuoco, ma questo non vuol dire che devono massacrarsi di lavoro e rischiare quotidianamente la vita per quattro soldi. La riflessione dovrebbe dunque essere di altra natura: la prevenzione e il ruolo delle istituzioni in quel che sta diventando di anno in anno sempre più emergenza ambientale vera.
Gli Enti Parco, siano essi nazionali o regionali, dovrebbero investire sulla cura delle aree protette, ma l’impressione è che si preferiscano i convegni all’operatività sul campo, che darebbe peraltro lavoro a centinaia di persone. I mezzi aerei per spegnere gli incedi in montagna sono fondamentali. E noi all’Aquila e in Abruzzo lo abbiamo sperimentato di fatto e ne abbiamo pagato la carenza
La nostra Regione dovrebbe investire in elicotteri Erickson, ma non mi sembra che questo sia all’ordine del giorno della giunta Marsilio. I comunicati stampa, infatti, riguardano i grandi successi ottenuti dalla Notte dei Serpenti e manifestazioni similari. Per quel che riguarda il Dipartimento nazionale d
i Protezione Civile bisognerà risolvere la questione Canadair che da noi sono mancati spesso e volentieri nei momenti peggiori dei vari roghi.
Per quel che riguarda le squadre di volontariato AIB, sappiano lettori e detrattori sui social in anonimato, che non sono migliaia. Sono poco più di 200 persone che in tutta la regione affiancano i Vigili del Fuoco nelle operazioni di spegnimento a terra, Sono tutti formati a dovere e certamente sul campo non si comportano come “impiegati da tastiera”: sudano, spalano, picconano, spengono con i moduli antincendio. Senza il volontariato (Il terremoto aquilano e del centro Italia stanno lì a dimostrarlo) l’Italia nelle emergenze sarebbe persa.
Fondamentale il ruolo dell’esercito. Nei vari roghi della provincia dell’Aquila l’intervento del Nono Reggimento Alpini del colonnello D’Alessio è stato fondamentale. E allora si ragioni su come migliorare le forze e come potenziare il numero dei mezzi necessari per far fronte alle emergenze, e non ci si abbandoni alla ricerca di colpevoli tanto per far sapere che si ha un’opinione. Giudicare sui sociale è facilissimo e non impone il riflettere e l’analizzare. Non sono rari gli opinionisti da tastiera che non mettono la mutina (la h) dove serve nel verbo avere. E coloro che additano con tronfia arroganza l’incompetenza altrui (altri fenomeni dell’analisi dei fatti senza alcun abbozzo di analisi), si diano pace.
I veri competenti e capaci sono loro. Solo loro. Chi è sul campo è di certo un incompetente, un incapace e anche un mangia pane a tradimento.
*Il mio numero di cellulare è 347 4496230




Bisognerebbe anche istruire il corpo dei vigili del fuoco sulla prevenzione e manutenzione, visto che mi sembra stiano lavorando un po’ troppo ultimamente.
Rischiano la vita inutilmente poiché guidati da enti e amministratori impreparati pericolosamente.
Spero vivamente in una riforma e atteggiamenti diversi.