MORRONE, DOPO LE FIAMME EMERGE LA FERITA ALL’ECOSISTEMA: TRE CAPRIOLI TROVATI MORTI SULLA STATALE 17
Gli animali potrebbero essere fuggiti dal bosco devastato dall’incendio. Oltre 700 ettari percorsi dalle fiamme. Intanto la Procura di Sulmona fa il punto sulle indagini con i carabinieri forestali.
ROCCACASALE, 02 Settembre – Le fiamme si stanno lentamente spegnendo, ma sul Morrone comincia adesso la conta dei danni. E le prime immagini della devastazione arrivano dalla fauna selvatica: tre carcasse di capriolo sono state trovate lungo la carreggiata della statale 17, in territorio di Roccacasale.
Secondo il Parco Nazionale della Maiella, è probabile che gli animali siano morti mentre cercavano di allontanarsi dalle zone interessate dall’incendio. Spinti fuori dal bosco dal fuoco e dal fumo, i caprioli potrebbero aver cercato riparo in aree più sicure dopo la distruzione del loro habitat naturale.

Sul posto è stato immediatamente richiesto l’intervento dei carabinieri forestali per la rimozione delle carcasse. Un episodio che rappresenta uno dei primi segnali concreti delle conseguenze provocate dal vastissimo incendio che per settimane ha interessato il Morrone.
Il rogo ha percorso oltre 700 ettari di territorio, lasciando dietro di sé boschi anneriti e pesanti ripercussioni sull’intero ecosistema. Nella parte alta della montagna restano ancora alcuni focolai, mentre la situazione generale appare in progressivo miglioramento.
Parallelamente prosegue il lavoro della magistratura. Il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha convocato in Procura un vertice con i rappresentanti dei carabinieri forestali per fare il punto sull’inchiesta e definire i prossimi passaggi investigativi.
Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. L’attenzione degli investigatori resta però concentrata sull’intera gestione dell’emergenza, comprese le decisioni adottate nelle diverse fasi delle operazioni di spegnimento e bonifica e quelle che eventualmente non sarebbero state assunte.
Il procuratore D’Angelo, nella mattinata di domenica, era salito personalmente in quota insieme ai carabinieri forestali e agli operatori impegnati sul fronte dell’incendio, per verificare direttamente la situazione e acquisire elementi utili all’inchiesta.
Ora che il fuoco concede una tregua, sul Morrone resta una montagna profondamente ferita. E il ritrovamento dei tre caprioli morti racconta, forse più di ogni altra immagine, quanto pesante sia stato il prezzo pagato anche dalla fauna selvatica.



O il fuoco o l’avvelenamento dalla discarica Cogesa, non possiamo cavarcela di sicuro !!! poveri noi e animali !!!
Ah centrale Snam aiuterà l’ambiente.
… le ” carcasse ” vengono rimosse dal Comune o dall’Ente proprietario della strada, dopo l’ispezione e relativa verbalizzazione da parte del servizio veterinario, che deve escludere eventuali cause infettive che hanno portato alla morte l’animale…