I FORESTALI NON SARANNO MAI CARABINIERI, NÈ I CARABINIERI SI SENTIRANNO MAI DEI FORESTALI
di Luigi Liberatore
Ci vorrà del tempo perché la riforma voluta dal governo Renzi arrivi alle radici. Sembrava che tutto fosse facile, nel senso che sarebbe stato agevole unificare le divise sotto la fiamma d’argento e cancellare l’Aquila che protegge una quercia, per fare cioè di tutt’uno un fascio. Pure chi scrive trovava allora plausibili le ragioni politico-amministrative a sostegno della unificazione dei Corpi, ritenendo del tutto rancoroso e solo rancoroso il risentimento dei vertici della Forestale all’accorpamento coi Carabinieri, e un sussulto (abusivo) di orgoglio ferito quello emesso dai generali dell’Arma quasi che l’entrata dei Forestali venisse a violare le leggi di Mendel in versione militare. A riportare d’attualità la mai sopita querelle è l’incendio del Morrone del quale, posto che non ci siano responsabili diretti e individuati almeno al momento, si ritiene che sia proprio l’abbandono della montagna, cioè la mancata sorveglianza intesa come tutela dei boschi ad aver innescato le fiamme divoratrici. Io sono il primo penitente. Mi pareva che la soppressione, o meglio che la traslazione del CFS nei Carabinieri per nulla avrebbe inciso nei delicati compiti istituzionali che dal 1822 erano in capo alla Forestale. È successo invece, coram populo, che la montagna ha perso i suoi secolari difensori, mentre l’Arma non ha reclutato un corpo speciale per l’ambiente, quest’ultimo (l’ambiente) regalato, invece, dalla politica ai faccendieri trombati, a quelli di secondo ordine attenti più alla retribuzione, cioè alla poltrona, che alla salute dei boschi. Vi pare una ricostruzione azzardata? Può darsi. Non sono certo che Forestale in vita il Morrone non potesse incendiarsi per la seconda volta in maniera così profonda. Sono convinto, tuttavia, che tra le chiome in fiamme e il basso incendio di rovi avremmo trovato le “bustine” verdi con le ghiande a spegnere il fuoco, in avanscoperta con lo spasimo di non vedere distrutto un patrimonio sotto loro tutela. Le “stellette” che ora sono pure loro patrimonio flirtano, invece, coi giornalisti e social fiutando l’aria, sperando che il vento smetta di spirare…



Sig. Liberatore,dopo aver letto questo articolo mi preme esprimere un giudizio negativo su quanto da lei dichiarato.
Non so’ dove ha raccolto le notizie sulla riforma madia, molto articolata e che non prevedeva soltanto l’ accoppamento del CFS.
Tra l’altro gran parte di questa riforma è stata considerata illegittima, così come l’ unione di due forze di polizia, una civile( il CFS) con una militare( CC).
Ebbene, i ricorsi sia in Italia che alla CEDU hanno dato ragione alle contestazioni presentate da circa metà del personale ex CFS.
Lei parla di un accorpamento plausibile, come se polizia e carabinieri potessero costituire una unica forza di polizia, No.
Anche il CFS non poteva unirsi ai cc, ma una votazione fatta nel mese di agosto(…) ha permesso questo scempio dei diritti costituzionali.
Non mi dilungo oltre, aggiungo soltanto che l’ accorpamento del CFS prevedeva un ruolo ad esaurimento, quindi può ben capire quanto poteva interessare il personale forestale ai carabinieri.
Chiudo dicendo che dal punto di vista dell’ attività aib, passati dieci anni siamo praticamente all’ anno zero, con spese fuori controllo per i mezzi aerei, incendi che durano settimane, territorio sconosciuto ai più. l’ incendio del Morrone del quale parla è avvenuto nel 2017 quando già era sparito il CFS.
La saluto sperando che si parli con maggior rispetto dei Forestali che hanno dato l’ anima e qualcuno anche la vita per la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo.
buon lavoro.
Giuseppe
la peggiore riforma da incompetenti,il corpo forestale era una garanzia e un punto di riferimento per i Paesi di montagna ad alta densita’ boschiva per i Comuni e per le Amministrazioni che gestiscono gli usi Civici,sarebbe consigliabile tornare al passato.
lo spegnimento incendi si impara sul campo da chi negli anni ha acquisito esperienze. il fuoco si combatte con il fuoco e solo dopo con l’aiuto dell’acqua.
a buon intenditore poche parole.
da ex forestale: titolo perfetto. riforma assurda, sbagliata, da incompetenti
l’associazione Fe.R.F.A ha sempre dichiarato : o si è forestali o carabinieri…. Carabinieri/forestali è un ossimoro. E ricordo al Sig. Liberatore che il CFS nell’ incendio del 2017 già era stato assorbito e le competenze sull’AIB parcellizzate (ai VV. F. Lo spegnimento e ai CC/For indagini e perimetrazione) e quindi non può più funzionare. Nel cfs c’erano professionisti che conoscevano il territorio infatti Bisogna anche ricordare, Il motivo per cui il gruppo antincendio boschivo (AIB) del Corpo Forestale dello Stato venne ubicato a Popoli già agli inizi degli anni Ottanta è da ricercarsi proprio nella posizione strategica della cittadina. Essa sorge ai margini della valle Peligna, delle gole di Tremonti e della conca di Capestrano: luoghi caratterizzati da venti quasi costanti e variabili nell’arco della giornata, e alle falde di territori montuosi e impervi. Su questi ultimi, nel dopoguerra, si era dovuto intervenire massicciamente con rimboschimenti di conifere, tanto il suolo quanto l’assetto idrogeologico versavano in condizioni di grave degrado. La costituzione, a Popoli, del Gruppo AIB del CFS – composto da una decina di forestali altamente specializzati, dotati di fuoristrada di varie dimensioni e capacità di carico idrico, nonché di attrezzature, pompe e vasche mobili – garantiva un intervento pronto e qualificato in caso di incendio in tutti quei territori limitrofi, estremamente vulnerabili e a rischio. Gli stessi forestali, poi, venivano impiegati nel resto dell’anno in attività di istituto e di prevenzione.
Titolo giusto ma incompleto: bisogna aggiungere che i Pompieri non saranno mai Forestali. Mi spiace che il testo, pur tentando di essere favorevole a noi Forestali (certo anche io lo sono), parta da una visione parziale purtroppo troppo diffusa tra i nostri compaesani. Quando ci chiusero, con i ddl del 2016, pochissimi se ne accorsero ed ancor meno difesero, non tanto noi, ma quanto portavamo in bagaglio culturale e svolgevamo come compiti. Poi ovviamente lo smembramento è andato a cercare i capitoli economicamente più ricchi e le voci politicamente più altisonanti. Il risparmio con la nostra chiusura (poi assodato che di risparmio non si sia trattato) ha fatto perdere un presidio che conosceva veramente i territori e che ormai si finge che non serva più. Ai VVF che sanno perfettamente intervenire negli incendi civili, purtroppo manca il bagaglio culturale per comprendere COSA sia un incendio boschivo e COME possa essere represso.