DRONI NEI CIELI D’ABRUZZO: I CARABINIERI POTENZIANO I CONTROLLI SUL TERRITORIO
L’occhio della tecnologia sorvola le vette del Parco Nazionale e le strade delle città abruzzesi. L’Arma dei Carabinieri compie un deciso passo in avanti nella modernizzazione delle attività di controllo del territorio, consolidando l’impiego strategico dei droni per la sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio ambientale.
Nelle ultime settimane, le alture che circondano Pescasseroli sono state teatro di intense sessioni di addestramento per i piloti dell’Arma. L’obiettivo: perfezionare le manovre e le capacità di acquisizione immagini nei complessi scenari montani. Un’attività che fa seguito ai moduli addestrativi svolti a luglio all’Aquila, focalizzati invece sull’operatività nei contesti urbani.
Nessuno spazio al fai-da-te. I militari abilitati al pilotaggio vantano una formazione altamente specialistica, acquisita attraverso corsi ufficiali presso l’Aeronautica Militare e centri d’addestramento civili autorizzati dall’E.N.A.C. (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Ogni operazione di volo segue i rigorosi protocolli siglati tra l’Arma ed E.N.A.C., garantendo i più elevati standard di sicurezza.
L’impiego dei velivoli a pilotaggio remoto, dotati di ottiche ad altissima risoluzione e telecamere termografiche, è ormai trasversale:
- Arma Territoriale: supporto al contrasto dello spaccio di stupefacenti, pattugliamento ad ampio raggio e ricerca di persone scomparse o ferite in aree impervie.
- Tutela del Patrimonio Culturale: rilievi di fotogrammetria su siti archeologici tra Abruzzo e Molise per il Nucleo TPC dell’Aquila.
È sul fronte della tutela ambientale che i droni mostrano le potenzialità più innovative. L’utilizzo dei sensori termici consente ai Carabinieri Forestali di monitorare la fauna selvatica nelle ore notturne — periodo di massima attività degli animali — a grande distanza e quota, senza disturbare l’ecosistema. Una tecnologia che rappresenta un potente deterrente contro il bracconaggio.
Ma la flessibilità dei droni spazia dall’avvistamento degli incendi boschivi e la stima delle aree bruciate, alla vigilanza sulle attività estrattive (in virtù della convenzione MASAF-Regione Abruzzo), fino al controllo delle aste fluviali e al contrasto allo sversamento illecito di rifiuti.
Nonostante il salto tecnologico, dal Comando sottolineano come la tecnologia rimanga uno strumento integrativo: i dati e i filmati raccolti dai droni vengono sempre analizzati ed elaborati dall’esperienza fondamentale dei Carabinieri sul campo. L’intuito umano resta il perno attorno a cui ruota la sicurezza del territorio.


