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UN ANTICIPO DEL FUTURO

di Gianvincenzo D’Andrea

L’immagine della spessa coltre di fumo prodotta dal devastante incendio del Morrone, che da tre settimane sta distruggendo i boschi dei comuni di Popoli, Corfinio, Roccacasale e Pratola Peligna, ha fatto vedere a tutti, cittadini e rappresentanti istituzionali, cosa accadrebbe nella Valle Peligna se venisse realizzato l’inceneritore dei rifiuti nel nucleo industriale di Sulmona.

I prodotti volatili della combustione, a causa del fenomeno dell’inversione termica, ristagnerebbero per giorni sulle teste degli abitanti, costringendo tutti a respirare sostanze nocive in altissima concentrazione, con pesantissime ripercussioni sullo stato di salute della popolazione, nell’immediato e a lungo termine.

Il tasso di malattie infiammatorie e degenerative, anche di tipo tumorale, subirebbe un’impennata e per molti inizierebbe il lungo percorso di cura per qualche malattia cronica legata all’esposizione ai fumi e a tutte le sostanze nocive riversate nell’ambiente dall’impianto di incenerimento.

Tutto ciò accadrebbe mentre le capacità operative del Servizio sanitario nel territorio peligno, come viene frequentemente riportato dagli organi di informazione locali, vanno sempre più in affanno.

E quello appena descritto non è lo scenario allarmistico rappresentato da un ambientalista esaltato, ma semplicemente la sintesi di una mole immensa di dati inequivocabili riferiti in lavori scientifici disponibili, per chi fosse interessato, sulle più accreditate piattaforme di ricerca medica presenti sul web.

Per questo motivo, allora, risulta incomprensibile l’atteggiamento dei rappresentanti istituzionali del territorio che, di fronte al rischio reale di una pesantissima compromissione della salute degli abitanti della Valle Peligna, rimangono in silenzio o si esprimono sul problema dell’inceneritore con frasi ambigue.

Ma forse ora è arrivato il momento di mettere da parte eventuali ritrosie dettate da consonanze politiche e fare una scelta di campo.

Se i danni prodotti da un inceneritore nella Valle Peligna sono inconfutabili, allora bisogna dire subito e con forza che la sua presenza è inaccettabile e incompatibile con il presente e il futuro dei residenti.

La salute dei cittadini è un bene prezioso e non negoziabile e questo dovrebbe saperlo soprattutto chi è stato scelto per rappresentarne gli interessi nelle istituzioni.

Voglio sperare che questo principio appartenga a tutti, indipendentemente dalla collocazione politica, e che insieme si riesca a dire con forza e convinzione:

NO ALL’INCENERITORE.

5 commenti riguardo “UN ANTICIPO DEL FUTURO

  • musichiere

    Bene, non e’difficile : a mali estremi estremi rimedi, per quali ragioni I prenditori privati non realizzano l’impianto dalle loro parti,in prossimita’ delle loro abitazioni,sempre nel rispetto delle Disposizioni? Ragionateci sopra di Zaia, Legalita’ diffusa per uscire dalla palude , e basta, o no?

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  • Salvatore

    Un commento forte, speriamo nell’intelligenza dei politici locali, e nella massima autorità sanitaria ovvero il sindaco, altrimenti tutti a casa.

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  • Salvatore oltre all’intelligenza dei Politici (abbastanza discutibile) sarebbe necessaria anche la Voce di Noi Cittadini per evitare la condanna definitiva della Nostra Valle….

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  • Il P.te dell'Associazione COE.SO.

    Nella proposta/progetto per la realizzazione di un’aviosuperficie ed annesse infrassture di servzio, è previsto un monitoraggio ad hoc eseguito in modalità aerea con più quote di sorvolo stratificate sull’intero comprensorio vallivo.
    Una idonea collaborazione con L’ENEA, già fattivamente esplorata dalle Associazioni COE.SO e Avioclub FDL, ha permesso sin da 2020 di acquisire conoscenza e disponibilità dell’Ente per la utilizzazione di un sofisticato apparato tecnologico, il cosiddetto “naso elettronico”.
    Un “Neferometro” da installare sulla prua dell’aereo in grado di …sniffare, con filtraggio selettivo, ogni tipo di particella galleggiante in atmosfera, determinandone il tipo, la posizione e la quantità in libera dispersione in relazione ad emissioni spontanee ed artificiali.
    Tale metodologia è relativo approccio operativo, è in grado di assicurare una costante Mappatura relazionandola, mediante apposite analisi ed elaborazioni in tempo reale, ad ogni qualsivoglia elemento di pericolosità e/o rischio prodotto.

    Se si otterrà il risultato di pervenire il più presto possibile ad una Conferenza di Servzi con gli aventi titolo – in responsabilità e potere decisionale – nel merito della possibile realizzazione, potranno esprimersi tutte le capacità operative già inscritte nel progetto.

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  • … e forse é proprio questo
    ” naso ” che mette paura…

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