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CENTRALE SNAM, PIZZOLA: “PER SULMONA ZERO OCCUPAZIONE, NESSUNA IMPRESA LOCALE NEI SUBAPPALTI”

Il Coordinamento Per il clima Fuori dal Fossile passa in rassegna le aziende impegnate nei lavori di Case Perte: “Solo una della Valle Peligna tra le 37 del general contractor. Anche la gestione sarà da remoto”

SULMONA, 31 Agosto – Nessuna impresa di Sulmona coinvolta nei subappalti e ricadute occupazionali sul territorio praticamente nulle. È questa la denuncia lanciata da Mario Pizzola, del Coordinamento Per il clima Fuori dal Fossile, che torna ad attaccare il progetto della centrale Snam in costruzione a Case Perte e parla apertamente di una “beffa” per la città.

Secondo Pizzola, nel corso degli anni attorno all’opera sarebbero state alimentate aspettative poi rimaste senza riscontro, dagli ipotizzati sconti sulle bollette del gas fino alle possibili compensazioni economiche e alle ricadute per il nucleo industriale.

Il punto centrale del comunicato riguarda però l’occupazione e il coinvolgimento delle imprese del territorio.

La costruzione della centrale è stata affidata da Snam, in qualità di general contractor, alla multinazionale tedesca Max Streicher, mentre alla Romana Costruzioni sarebbero stati assegnati i lavori di collegamento delle tubazioni tra la struttura Snam già esistente, alle spalle del cimitero, e l’area della nuova centrale.

Entrambe le società, a loro volta, avrebbero affidato parte delle lavorazioni in subappalto ad altre imprese.

Secondo l’elenco diffuso dal Coordinamento, sarebbero 37 le aziende impegnate nei subappalti riconducibili alla Max Streicher. Di queste, sottolinea Pizzola, soltanto sette sarebbero abruzzesi e una sola avrebbe sede in Valle Peligna. Nessuna, invece, sarebbe di Sulmona.

Una situazione analoga, secondo il Coordinamento, si registrerebbe per i lavori affidati dalla Romana Costruzioni. Le imprese indicate sono cinque, tre delle quali già presenti nell’elenco precedente. Tra le due ulteriori aziende considerate, una avrebbe sede in Valle Peligna, a Raiano, ma ancora una volta nessuna risulterebbe essere sulmonese.

“Ecco dunque un bel promemoria per chi sosteneva che, alla fine, qualche vantaggio dalla centrale lo avremmo avuto”, afferma Pizzola.

Il Coordinamento guarda poi anche alla fase successiva, quella della gestione dell’impianto. Secondo quanto riportato nel comunicato, la centrale di Sulmona, al pari delle altre stazioni analoghe già operative, sarebbe gestita da remoto da San Donato Milanese.

Sarebbero previsti tra gli otto e i dodici tecnici Snam impiegati a rotazione, non stabilmente assegnati alla sede di Sulmona ma destinati a operare su un’area più vasta del Centro Italia.

Per Pizzola, dunque, verrebbe meno anche l’ultima delle possibili ricadute positive prospettate nel dibattito sulla centrale: quella occupazionale.

Il Coordinamento torna infine a contestare anche l’ipotesi di compensazioni economiche e il modo in cui la questione viene affrontata dall’amministrazione comunale, accusando il sindaco Luca Tirabassi di non aver promosso un adeguato coinvolgimento della cittadinanza.

Una posizione destinata a riaccendere il confronto su un’opera che da anni divide Sulmona e il territorio e che continua a essere al centro di un duro scontro politico e ambientale.

Sulmona, Centrale snam case pente
Sulmona, Centrale snam case pente

 

5 commenti riguardo “CENTRALE SNAM, PIZZOLA: “PER SULMONA ZERO OCCUPAZIONE, NESSUNA IMPRESA LOCALE NEI SUBAPPALTI”

  • Indipendente

    Pizzola non dice però quante imprese e persone hanno lavorato e lavorano in questa fase di costruzione, tutti i benefici per l’indotto di cui Sulmona e circondario hanno beneficiato ( affitti , bar, negozi, pizzerie, ristoranti ecc.) che hanno portato bei soldini e ossigeno all’ormai asfittico commercio della morente Valle Peligna! Che dice il sig. Pizzola a cui non va bene quasi niente?

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  • Indipendente

    Al netto del favore o no all’opera, si parla delle aspettative che negli anni sarebbero state alimentate da chi era favorevole alla realizzazione della Snam, riduzione delle bollette del gas, possibili compensazioni economiche e ricadute sul nucleo industriale ma non dalle amministrazioni che invece hanno sostenuto il no all’opera ed è proprio qui che il ragionamento non torna. Se il Coordinamento ha sempre sostenuto un no netto alla Snam e questo no è stato appoggiato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute la conseguenza naturale è che non ci fosse una trattativa sulle contropartite. Un no senza condizioni significa anche non sedersi a negoziare il prezzo o le compensazioni.

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  • Mario Pizzola

    Signor “Indipendente” (è forse parente dell’altro “Indipendentemente” che commentava un precedente articolo sulla questione Snam e poi ha cessato i commenti, forse perché non aveva più argomenti?) mi pare che lei non riesca a vedere oltre il suo naso. Provi a mettere sulla bilancia i guadagni (temporanei) dei settori da lei elencati e i danni e i rischi (permanenti) che la centrale e il metanodotto comporteranno per la nostra intera comunità. Finiti i lavori della centrale finiranno anche “i bei soldini” come li chiama lei. Le case torneranno sfitte e i clienti dei bar si ridurranno. Sulmona e il suo territorio, se vuole risollevarsi, ha bisogno di posti di lavoro veri e stabili, puliti e non insalubri. Diversamente è destinata ad affondare sempre di più. Lei parla di fantomatiche trattative con la Snam per le contropartite. E quali sarebbero le contropartite da parte di chi distrugge il nostro ambiente e inquina l’aria che respiriamo, le due vere ricchezze naturali che nessuno ha il diritto di toglierci?

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    • Indipendentemente

      io sono il secondo commento, con il primo abbiamo solo lo stesso Nick.
      io le ho risposto abbondantemente ma è lei a non voler capire quello che scrivo e al meglio a sviare le mie critiche,

      leggo in questo articolo

      “nel corso degli anni attorno all’opera sarebbero state alimentate aspettative poi rimaste senza riscontro, dagli ipotizzati sconti sulle bollette del gas fino alle possibili compensazioni economiche e alle ricadute per il nucleo industriale.”

      e le ripeto il mio commento

      si parla delle aspettative che negli anni sarebbero state alimentate da chi era favorevole alla realizzazione della Snam, riduzione delle bollette del gas, possibili compensazioni economiche e ricadute sul nucleo industriale ma non dalle amministrazioni che invece hanno sostenuto il no all’opera ed è proprio qui che il ragionamento non torna. Se il Coordinamento ha sempre sostenuto un no netto alla Snam e questo no è stato appoggiato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute la conseguenza naturale è che non ci fosse una trattativa sulle contropartite. Un no senza condizioni significa anche non sedersi a negoziare il prezzo o le compensazioni.

      Adesso se vuole ricominciare con le sue tesi faccia pure ma questi sono i fatti e le contraddizioni/criticità del suo comunicato.

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  • Mario Pizzola

    Ciò che é stato riportato nell’articolo é una sintesi del comunicato. In esso si dice che le compensazioni di cui si parla sono delle “favole”. Le riporto il testo integrale di questa parte: “Sulla centrale Snam in costruzione a Case Pente sono state messe in giro diverse favole. Si era detto che i cittadini di Sulmona avrebbero potuto beneficiare di sconti sulla bolletta del gas, cosa mai avvenuta in nessun luogo d’Italia; che il metanodotto e la centrale sarebbero stati una opportunità per Sulmona perché avrebbero potuto fornire metano al nucleo industriale, cosa non vera perché il metanodotto é solo di attraversamento del nostro territorio e non vi sono allacci a livello locale; che avremmo potuto avere chissà quali compensazioni in denaro, cosa che sta solo nella testa del Sindaco Tirabassi il quale continua a considerare la questione come se fosse un affare personale, senza alcun coinvolgimento della cittadinanza”.

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