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ARAP, STRADE E MARCIAPIEDI NELL’ABBANDONO: A PULIRE DEVONO PENSARCI IMPRENDITORI E RESIDENTI

Nell’area industriale di Sulmona il paradosso è sotto gli occhi di tutti: chi vuole decoro e pulizia deve mettere mano al portafoglio una seconda volta, dopo aver già pagato annualmente gli oneri all’Arap

SULMONA – Basta una fotografia per raccontare meglio di tante parole quello che accade nell’area industriale di Sulmona. Sul lato sinistro della strada il marciapiede è pulito, sfalciato e ordinato. Non perché sia intervenuta l’Arap, ma perché a provvedere sono stati direttamente i privati, con mezzi e risorse proprie. Sul lato destro, invece, dove nessuno ha deciso di sostituirsi all’ente, dominano erbacce, incuria e abbandono.

Marciapiedi invasi dalle erbacce

Una situazione che fotografa in maniera impietosa il livello dei servizi garantiti dall’Arap, l’Azienda regionale delle attività produttive, organismo di nomina regionale che governa anche l’area industriale sulmonese e al quale imprese e insediamenti versano annualmente somme destinate, almeno in teoria, anche alla gestione e alla manutenzione delle aree comuni.

Il risultato, però, è quello visibile lungo diverse strade del nucleo industriale: per avere un marciapiede pulito bisogna arrangiarsi.

Il marciapiede pulito dai privati

Imprenditori e residenti, dopo aver già contribuito economicamente al funzionamento dell’ente, sono costretti a pagare nuovamente di tasca propria oppure a intervenire direttamente per tagliare l’erba, rimuovere sterpaglie e restituire un minimo di decoro agli spazi davanti alle proprie attività e abitazioni.

È proprio questo il punto che rende la vicenda difficile da giustificare. Non si sta parlando di grandi opere, investimenti milionari o interventi strutturali complessi. Si parla della pulizia di una strada e di un marciapiede, vale a dire uno dei servizi più elementari che un organismo chiamato a gestire un’area produttiva dovrebbe essere in grado di garantire.

E invece persino l’ordinaria manutenzione sembra trasformarsi in un problema.

La domanda, allora, diventa inevitabile: a cosa serve l’Arap se nemmeno la pulizia delle strade e dei marciapiedi viene assicurata?

Un interrogativo ancora più pesante considerando la struttura dell’ente, gli incarichi, gli organi amministrativi e i costi necessari per mantenerlo in funzione. Da anni l’Arap viene percepita da molti operatori economici più come una sovrastruttura burocratica che come un organismo realmente capace di fornire servizi alle imprese.

La scena immortalata nella zona industriale di Sulmona rischia di diventarne il simbolo: da una parte chi paga l’Arap e poi paga ancora per pulire; dall’altra ciò che accade dove i privati non intervengono al posto dell’ente.

Un contrasto che alimenta inevitabilmente le critiche verso quello che sempre più appare come un baraccone regionale capace di mantenere strutture, incarichi e stipendi, ma molto meno efficace quando si tratta di garantire i servizi più elementari sul territorio.

Per gli imprenditori, intanto, la regola non scritta sembra essere diventata semplice: chi vuole lavorare in un ambiente decoroso deve fare da sé.

E allora resta un’ultima domanda, forse la più semplice: se strade e marciapiedi devono pulirli i privati, perché continuare a pagare l’Arap?

4 commenti riguardo “ARAP, STRADE E MARCIAPIEDI NELL’ABBANDONO: A PULIRE DEVONO PENSARCI IMPRENDITORI E RESIDENTI

  • Mandate quei Araponi a risolvere i problemi al Cogesa così si guadagneranno da vivere.

    Risposta
  • Il dipendente Arap

    Esatto è sotto gli occhi di tutti che da qualche anno nella zona industriale l’erba si taglia, se vuoi le posto io due foto del prima che passiamo noi e quando andiamo via, ivi compresa la zona su riportata ma rimane tuttavia commovente che avete tagliato quei 20 metri di terra. Ma non tanto perché ci troviamo nei pressi della Pregimix con lo sfalcio e con due giorni di pazienza avremmo tagliato anche lì come abbiamo sempre fatto, tanto quanto in due copriamo da viale del lavoro fino all’hotel Santacroce. Non ricordo avervi visto fare mezzo articolo quando abbiamo disboscato aree dimenticate da anni. Hai mai ammirato il muro di Valdomoto da viale della Repubblica? Tante volte hai visto Confetti Ovidio dell’Oasi? Magari avrai visto di che colore era la terra accanto a Del Signore o nella landa dopo la Fiat? Non credo proprio perché le sterpaglie di sicuro pareggiavano la tua altezza, tuttavia continua se vuoi a pensare che lì l’erba si sia seccata da sola.

    Risposta
  • Il dipendente Arap

    I commenti delle persone che non la pensano come voi non li pubblicate, fate bene anche io sono per la libertà di stampa.

    Risposta

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