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QUATTRO FRANCESCANI LASCIANO LA NOSTRA SAN BERNARDINO. MESSA DI COMMIATO NEL GIORNO IN CUI 46 ANNI FA PAPA GIOVANNI PAOLO II VISITO’ LA BASILICA

di Federica Farda*

L’AQUILA – Nel 46.mo anniversario della visita di papa Giovanni Paolo II alla tomba di San Bernardino, quattro frati della basilica hanno salutato i fedeli: nei prossimi giorni al loro posto arriveranno altri tre confratelli.

Il 30 agosto del 1980 ci fu il primo e unico omaggio di un Pontefice nella basilica francescana del centro storico aquilano in occasione del VI centenario della nascita. Oggi, per una coincidenza fortuita, c’è stata la messa di commiato concelebrata dal rettore padre Daniele Di Sipio, dal guardiano padre Luciano Miallantoni e da padre Giancarlo Miucci. Padre Francesco Lo Presti ĆØ giĆ  partito, in settimana, per la sua nuova destinazione: la basilica romana di Santa Maria dell’Aracoeli, quartier generale dell’ordine francescano. Padre Daniele, invece, dal primo settembre sarĆ  rettore della basilica di Santa Maria delle Grazie di Teramo che riaprirĆ  al culto, dopo i restauri martedƬ 8, mentre padre Luciano lascerĆ  L’Aquila per Lanciano. Trasferimento breve, infine, per padre Giancarlo che approderĆ  nel convento di San Giuliano e guiderĆ  la parrocchia di San Sisto. Al loro posto arriveranno da Lanciano padre Nando Simonetti che sarĆ  il nuovo rettore, da Roma il commissario in Terra Santa padre Simone Castaldi che sarĆ  neo guardiano e da Frascati padre Nicola Barbieri.
La basilica di San Bernardino, di fatto, era piena per la messa delle 11,30: la famiglia francescana allargata, ossia quella formata da organizzazioni laicali vicine al culto di San Francesco o della chiesa francescana del centro storico del capoluogo, ha abbracciato i frati ormai aquilani per anni di permanenza. Come padre che fu ordinato frate proprio a L’Aquila, anni prima del terremoto e qui ĆØ tornato in più riprese ed ora andrĆ  via dopo nove anni di permanenza consecutiva. ā€œNon l’ho presa bene inizialmente – ha detto – e voi lo sapete, perchĆ© avevo tanti progetti ancora ma alla fine ho accolto il trasferimento e anche a Teramo dovrò far rifiorire una comunitĆ : il santuario riaprirĆ  dopo anni di restauro. Nel 2017 quando venni inviato qui a San Bernardino avevo un mandato specifico: ricostruire la comunitĆ  francescana del centro storico di una cittĆ  ferita. Ricordo quando non veniva nessuno a messa, quando avevo difficoltĆ  di trovare persone per far servizio all’altare. Ho lavorato, anzi abbiamo lavorato con i miei confratelli con i quali mi sono trovato benissimo e anche con le varie associazioni poichĆ© isolati non si va da nessuna parte, ci ho messo tutto il cuore curando la cultura e liturgia. Ad esempio. per rendere più suggestiva la processione del Cristo Morto, curata insieme con l’associazione laica dei Cavalieri del VenerdƬ Santo, ho istituito il rito della lavanda dei piedi per i portatori della statua del Cristo morto, proprio come se fossero gli apostoli. Dalle iniziali due chitarre ĆØ nato il grande coro della basilica di San Bernardino. Per la festa del Santo, insieme al comitato, c’è stata l’intuizione delle ferratelle con il monogramma e della vendita, iniziativa che ha permesso di incrementare le offerte. Ho introdotto, in occasione della festa del santo, il rito di chiusura del coperchio dell’urna, alcuni giorni prima, e poi di nuovo l’apertura e la distribuzione dei fiocchi di ovatta, a mo’ di reliquie da contatto, opportunamente collocate vicino alla teca trasparente nel momento in cui ĆØ oscurata alla vista dei fedeli. Ho introdotto il rito dell’affidamento della cittĆ  al Santo, dell’accoglienza delle cittĆ  vicine bernardiniane e della benedizione anche per le loro comunitĆ ā€.
Sono poi seguiti i saluti e gli omaggi al rettore di San Bernardino da parte del Terz’ordine francescano, Serra club, Corpo Ordine di Malta, Associazione nazionale Alpini sezione Michele Jacobucci (padre Daniele ĆØ stato Penna nera e cappellano del IX Reggimento), associazione Jemo ā€˜Nnanzi e comitato festa di San Bernardino. Nei giorni scorsi l’associazione Cavalieri VenerdƬ Santo, durante un momento di fraternitĆ  privata, aveva giĆ  salutato i quattro frati in partenza regalando a tutti una mattonella in ceramica realizzata secondo l’antica arte del fu laboratorio di San Bernardino, con una storica riproduzione della facciata della basilica.
*Giornalista

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