INCENDIO DEL MORRONE. ANTONIO DI MARCO: ANALIZZARE TUTTE LE FALLE NEL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE
di Antonio Di Marco*
Il riaccendersi delle fiamme sul Monte Morrone ĆØ una ferita aperta per l’intero Abruzzo. Di fronte all’incessante lavoro di Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Corpo Forestale e dei tantissimi volontari a cui va la nostra più profonda gratitudine, la politica ha l’obbligo di non limitarsi alla solita cronaca dell’emergenza.
Dopo aver presentato insieme ai colleghi in Consiglio Regionale l’interpellanza sul funzionamento e le criticitĆ del Piano AIB, ritengo urgente e prioritario fare chiarezza su tre aspetti fondamentali che riguardano il presente e il futuro del nostro territorio:
1️⃣ l’efficacia della macchina AIB. Ć indispensabile analizzare nel dettaglio come ha funzionato e come sta lavorando la catena dei soccorsi. La tempestivitĆ delle segnalazioni, il coordinamento dei mezzi aerei e il supporto ai Comuni non possono mostrare falle quando c’ĆØ in gioco il nostro patrimonio naturalistico.
2️⃣ il monitoraggio costante dell’aria (ARTA). Da tre settimane fumi e combustioni incessanti soffocano le valli circostanti. Chiediamo che l’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) renda noti in maniera capillare e trasparente i risultati del monitoraggio della qualitĆ dell’aria, per garantire la massima sicurezza sanitaria alle comunitĆ esposte ai fumi.
3️⃣ il ripristino ambientale e i risarcimenti. Non possiamo aspettare che l’ultimo tizzone si spenga per pensare al dopo. La Regione Abruzzo deve mettere in campo fin da subito un piano straordinario di ripristino ambientale sostenibile per restituire alla Maiella ciò che questo disastro le ha strappato, affiancato da strategie di risarcimento per le attivitĆ colpite e da una vera campagna di prevenzione strutturale da attuare in autunno e inverno, e non a estate giĆ iniziata. Un patrimonio boschivo secolare ĆØ venuto meno. Spegnere il fuoco ĆØ la prioritĆ di queste ore, ma ricostruire e proteggere il futuro della nostra montagna ĆØ un dovere politico a cui non ci sottrarremo.
I Comuni non possono essere lasciati soli, devono essere messi in condizione di fare tutela e prevenzione. E di guardare al futuro quando si manifestano situazioni devastanti come quella sul Morrone.
*Consigliere regionale Partito Democratico




bene,i risultati sono sotto gli occhi tutti,gli aventi ruolo, indicati dalla politica, sono idonei alle mansioni/compiti? Quali le competenze,capacita’,preparazione,esperienze,abilita’,perizie,conoscenze,padronanza ? Quali i valori, meriti,distinzioni per raggiunti risultati ? In rete di tutto di piu’ tecniche/strategie/azioni/equipaggiamento/mezzi sul come spegnere un incendio boshivo,controfuoco,droni,ecc,ecc, alcuni esempi: sisef.org/2021/08/05/chi-e-come-si-spengono-gli-incendi//////partenon.net/it/tecniche-avanzate-nella-lotta-agli-incendi-boschivi//////rischi.protezionecivile.gov.it/it/incendi-boschivi/attivita///////.emicontrols.com/it/fire/campi-di-applicazione/incendi-boschivi/////efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/manuale_tecnico_per_la_pianificazione_anti_incendi-pdf/////.emme-italia.com/it/incendi-boschivi-tattiche/////.pefc.it/news/incendi-boschivi-modalita-e-strategie-per-darci-un-taglio///// Dunque nulla da inventare,applicare alla virgola le direttive/strategie nazionali /europee,cosi come per l’esclusione dolosa : incendio partito da un punto totalmente inaccessibile e irraggiungibile per qualsiasi piromane… Esistono droni che trasportano di tutto di piu’ : antincendio efficacissimi capaci di sganciare speciali bombe estinguenti con polveri o agenti ritardanti, trasportano fino a 30 kg, telecamere termiche o sistemi FPV,utilizzano meccanismi a impatto o sensori di calore (“Shock and Start”) che detonano l’agente estinguente (polvere, liquido o gas) a contatto o in prossimitĆ delle fiamme…ovvio anche l’opposto,tutto nel totale rispetto delle Disposizioni? Ragionateci sopra di Zaia,Legalita’ diffusa per uscire dalla palude,e basta, o no?