FUMI INTRAPPOLATI SULLA VALLE PELIGNA: L’INCENDIO DEL MORRONE RIACCENDE L’ALLARME SULLA QUALITÀ DELL’ARIA
L’inversione termica trattiene nella conca peligna i fumi dell’incendio del Morrone e riaccende il dibattito sulla vulnerabilità del territorio agli inquinanti. Ambientalisti e studi sanitari richiamano da anni l’attenzione sui rischi legati all’accumulo di polveri sottili e alle nuove fonti emissive.
di Claudio Lattanzio
SULMONA – La fotografia scattata questa mattina offre un’immagine eloquente della cappa di fumo che ristagna sulla Valle Peligna dopo giorni di incendio sul Monte Morrone. Le particolari condizioni atmosferiche, con una situazione riconducibile all’inversione termica, ostacolano la dispersione verso l’alto delle masse d’aria e finiscono per trattenere nei bassi strati fumi e particelle prodotte dalla combustione.

Un fenomeno che conferma ancora una volta la particolare fragilità della conca peligna, dove la conformazione orografica può favorire, in determinate condizioni meteorologiche, l’accumulo degli inquinanti provenienti non soltanto dagli incendi, ma anche dal traffico, dagli impianti produttivi e da altre fonti emissive.
L’immagine riporta così al centro una questione sollevata da anni da medici, associazioni e comitati ambientalisti: la necessità di valutare con estrema attenzione qualsiasi nuovo insediamento capace di produrre ulteriori emissioni in atmosfera. Nel dibattito locale sono finiti più volte progetti e impianti come la centrale Snam, gli inceneritori e gli impianti turbogas, compreso quello Metaenergie, proprio per il timore di aumentare il carico emissivo complessivo della valle.
La letteratura scientifica ha ampiamente documentato i rischi per la salute associati all’esposizione prolungata a polveri sottili e altri inquinanti atmosferici, soprattutto per l’apparato respiratorio e cardiovascolare. Per questo la coltre visibile oggi sulla Valle Peligna non rappresenta soltanto l’effetto spettacolare e inquietante dell’incendio del Morrone, ma anche un nuovo richiamo alla necessità di monitorare costantemente la qualità dell’aria e tutelare un territorio nel quale gli inquinanti possono avere maggiore difficoltà a disperdersi.



Bell’articolo. Ora anche i 4 politici increduli dovranno fare ammenda, riflettere sui danni alla salute della popolazione e dell’ambiente.
Una dritta accertatevi sugli inquinanti attualmente in atto.