A COLLEMAGGIO IL BRACIERE DELLA PERDONANZA E’ STATO SPENTO. ORA C’E’ DA SPEGNERE IL FUOCO CHE STA BRUCIANDO IL MORRONE
L’AQUILA – Alle 19,34 la Porta Santa della basilica aquilana di Collemaggio, la chiesa del primo Giubileo codificato della storia della Chiesa, ha serrato le ante. Dunque, questāanno, meno di 24 ore ĆØ rimasto aperto il āgiubileo agostanoā come lo ha definito un commosso Pierluigi Biondi nel suo ultimo discorso dal pulpito di Collemaggio con la fascia tricolore da sindaco del capoluogo di regione.
La bolla, poi, accompagnata dalla Dama Marianna Colantoni e dal Giovin Signore Gianluca Nappo, alias I’m Giappo, e affiancata dal primo cittadino ha lasciato il sagrato della basilica celestiniana oltre unāora dopo, alle 20,40. Nel frattempo tutto il corteo dei quarti e il sindaco che salito sulla torre di Collemaggio ha spento il braciere, acceso il 23 agosto, con il fuoco giunto dallāeremo del Morrone a ricordo del corteo a dorso dāasino che Pietro Angelerio per essere incoronato Papa nella āsuaā chiesa di quella che era la voce capitale del Regno di Napoli.
Erano le 19,47 quando Biondi dichiarava ā spento il fuoco del braciere ma non il tizzone della pace che deve continuare ad ardere nel cuore di ognunoā. In quel momento ad affiancare la Dama della Bolla e il Giovin Signore era ancora presente la Dama della Croce, Sofia Leocata, con il cuscino, però, vuoto.
La croce pettorale, che annualmente realizza lāorafa Laura Caliendo con Gabriele Di Mizio donano al cardinale che apre la Porta Santa, ĆØ ripartita ieri indossata dal prefetto del Dicastero per la Cultura e lāEducazione, JosĆ© Tolentino de MendonƧa.
Questāanno era in argento 925 e rappresentava la pace che si innalza allo Spirito Santo.
Lāasse centrale, infatti, era costituita da un tralcio dāulivo al centro come un asse portante e da cui si dipanavano le foglie smaltate in verde e piccole colombe qua e lĆ , mentre una più grande era posta allāapice.
E alle 20,40 quando i simboli del Perdono hanno ripreso la strada verso la residenza di Palazzo municipale, mancava sia croce, che cuscino e dama.
La messa di chiusura, invece, ĆØ stata concelebrata dal metropolita aquilano, monsignor Antonio DāAngelo, che ha ricordato la profonditĆ , anche in senso materiale, del messaggio della Perdonanza con le sue radici impastati nella cultura del territorio e non soggetta allāusura del tempo.
E, infine, ha ricordato come il perdono si identifichi alla pace e, pertanto, al pari di essa sia un atto dāamore.



