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MORRONE, IL RIFUGIO DI COLLE DELLE VACCHE RESISTE ALLE FIAMME. DI NINO: «SPERIAMO SI SALVI COME NEL 2017»

Situazione ancora critica sulla montagna: fronte di fuoco esteso per otto chilometri, tre mezzi aerei e ottanta uomini impegnati. Il vento soffia fino a 80 km/h e complica le operazioni di spegnimento.

PRATOLA PELIGNA – Il Rifugio di Colle delle Vacche resiste ancora all’avanzata delle fiamme sul Monte Morrone, ma la situazione resta estremamente delicata e raggiungere la struttura, al momento, è impossibile per ragioni di sicurezza.

A fare il punto è stata la sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, con un post pubblicato sulla propria pagina social mentre prosegue, ormai da ventidue giorni, la lunga battaglia contro l’incendio che sta interessando la montagna.

«Il nostro Rifugio al Colle delle Vacche resiste ancora una volta, per ora. Non ci è consentito salire perché non ci sono allo stato condizioni di sicurezza», ha spiegato la prima cittadina.

Intorno alla struttura l’area è stata ripulita proprio per ridurre al minimo la presenza di materiale combustibile. Sul posto sono state inoltre posizionate delle cisterne, ma in questa fase ogni intervento deve necessariamente tenere conto della sicurezza di quanti stanno operando sul fronte dell’incendio.

«La priorità va assolutamente data alla salvaguardia dell’incolumità degli operatori che da settimane incessantemente sono sul fronte del fuoco senza risparmiarsi», ha aggiunto Di Nino.

La speranza dell’amministrazione è che il rifugio riesca ancora una volta a superare indenne l’emergenza, così come accadde durante il devastante incendio del 2017. Una struttura sulla quale, peraltro, il Comune ha appena investito importanti risorse.

Sono infatti terminati i lavori di adeguamento finanziati con un primo lotto di interventi e proprio questa settimana è stato aggiudicato anche il secondo lotto destinato al completamento dell’opera.

Intanto sul Morrone la situazione resta complicata. Il fronte interessato dall’incendio si estende ormai per circa otto chilometri. Tre mezzi aerei e ottanta uomini sono impegnati nelle operazioni di spegnimento e bonifica, in una vera e propria emergenza che si trascina da ventidue giorni.

Per la giornata di oggi è stato disposto l’impiego cadenzato di Canadair ed elicotteri, in modo da garantire la continuità degli sganci ed evitare interruzioni proprio nelle ore considerate più critiche.

A complicare ulteriormente il lavoro delle squadre è stato però il vento, arrivato prima del previsto e con raffiche che raggiungono gli 80 chilometri orari. Una condizione particolarmente pericolosa perché in grado di alimentare rapidamente i focolai ancora attivi e spingere le fiamme verso nuove porzioni della montagna.

Non aiutano neppure le temperature elevate di questo fine settimana, così come la presenza contemporanea di altri incendi sul territorio regionale che impone una gestione attenta dei mezzi aerei disponibili.

Sul posto ha effettuato un nuovo sopralluogo anche il capo della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli, che continua a seguire direttamente l’evoluzione dell’emergenza e il coordinamento delle operazioni.

Alla luce delle attuali condizioni meteorologiche e dell’estensione del fronte, le possibilità di arrivare allo spegnimento definitivo dell’incendio tra oggi e domani appaiono al momento molto ridotte.

La battaglia sul Morrone continua dunque senza sosta, mentre l’attenzione resta puntata anche sul Rifugio di Colle delle Vacche, diventato ancora una volta uno dei simboli della resistenza della montagna alle fiamme.

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