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CORTEO DELLA BOLLA. FIGURANTI A MIGLIAIA: FESTA DI POPOLO E DI POLITICI PER CELESTINO V

di Federica FardaĀ 

L’AQUILA – Poco meno di cinque ore tra l’inizio del corteo della Bolla e l’apertura della Porta Santa. Tanto ĆØ durata la cerimonia della 732.ma Perdonanza celestiniana, l’edizione in cui L’Aquila ĆØ Capitale italiana della Cultura. Qualche minuto prima delle 16,30 a piazza Palazzo, davanti la sede municipale l’avvio della sfilata di fronte al palco delle autoritĆ : il sindaco Pierluigi Biondi, i sottosegretari alla Difesa Isabella Rauti, alle Imprese e al Made in Italy Fausta Bergamotto, all’Agricoltura Luigi D’Eramo, il prefetto dell’Aquila Vito Cusumano e poi le Dame della Bolla e della Croce, rispettivamente Marianna Colantoni e Sofia Leocata e il Giovin Signore Gianluca Nappo , alias I’m Giappo. Alle 21,10, invece l’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, prima porta indulgenziale della Storia e del primo Giubileo codificato.Ā  Nel mezzo 1700 figuranti: la gran parte, 800, erano in abiti storici e sfilavano in ordine sparso. Trecento, invece, erano i rappresentanti delle associazioni e degli ordini professionali con questi ultimi in testa al corteo, nel mezzo il Movimento Celestiniano che ĆØ anche l’artefice della Perdonanza odierna e, soprattutto, del riconoscimento Unesco e alla fine i numerosi giovani e bambini delle varie associazioni sportive cittadine. I restanti seicento appartenevano al mondo istituzionale Regione, Comune dell’Aquila, delegazione che si sono distinte per eleganza, Provincia e le altre Amministrazioni dell’aquilano e non solo: erano presenti anche tutti gli altri capoluoghi della regione come pure le cittĆ  gemellate con L’Aquila o collegate a Celestino. Non tutte, però, Napoli, ad esempio, non figura nel corteo, nonostante Celestino scelse di essere incoronato a L’Aquila, allora vice capitale del Regno di Napoli e, qualche settimana dopo, andò ed elesse la cittĆ  partenope come sede del suo pontificato che poi, lui stesso, decretò di breve durata. Non c’era Sant’Angelo dei Limosano, che con Isernia si contende i natali di Celestino V. Un piccolo paese, questo, in provincia di Campobasso attualmente scosso dalla fulminea scomparsa del quarantasettenne parroco, il camerunese don Aloys Ghislain Mewoli Mbala morto, qualche giorno fa, mentre celebrava messa. Due ore di corteo, pubblico numeroso e costantemente presente lungo il percorso da corso Principe Umberto a Collemaggio passando per i Portici e la Villa comunale. Non tutte le presenze sia del pubblico che dei figuranti erano presenti in chiesa, alcuni si sono aggiunti come il presidente della Regione Marsilio o il giĆ” sottosegretario Gianni Letta, che dal 2001, non manca un’edizione, altri, invece, dopo il corteo si dileguano. E in chiesa, prima della benedizione finale, anche il saluto del rettore della basilica di San di Assisi, gemellata dal 2025 con Collemaggio in nome del Perdono, che ha sottolineato davanti anche al suo presidente della Regione, Proietti, come tutti qui presenti ā€œsiamo impegnati a portare avanti quel messaggio di misericordia e perdono che Francesco e Celestino hanno immaginato per queste due basilicheā€.

 

 

 

 

 

 

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