SULMONA RICORDA LE VITTIME DEL 27 AGOSTO 1943
Alle 11.27 il suono della sirena ha fermato la città nel ricordo delle 104 vittime. Tirabassi: «Le guerre non sono mai giuste se uccidono innocenti».
SULMONA, 27 Agosto – Ottantatré anni dopo, Sulmona si è fermata ancora una volta per ricordare una delle pagine più dolorose della sua storia. Questa mattina autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d’arma e numerosi cittadini hanno commemorato le 104 vittime del bombardamento del 27 agosto 1943, quando le bombe colpirono violentemente la zona della stazione ferroviaria seminando morte e distruzione.
Il momento più intenso della cerimonia è arrivato alle 11.27, esattamente all’ora in cui, 83 anni fa, ebbe inizio l’incursione aerea. Il suono della sirena ha rotto il silenzio invitando tutti i presenti al raccoglimento e riportando idealmente la città a quei drammatici minuti che cambiarono per sempre la vita di centinaia di famiglie sulmonesi.
Le celebrazioni erano iniziate con la messa nella chiesa della Madonna Pellegrina, officiata dal vescovo Michele Fusco, che ha richiamato il valore della memoria e la necessità di trasformare il ricordo delle tragedie del passato in un impegno quotidiano per la pace.
Alla commemorazione hanno preso parte il sindaco Luca Tirabassi, la vicepresidente del Consiglio comunale Katia Di Marzio, rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate e delle associazioni combattentistiche. Presente anche l’Associazione nazionale vittime civili di guerra, rappresentata dalla vicepresidente Vincenzina Imperatore.
Proprio Imperatore, intervenendo davanti al monumento dedicato alle vittime, ha ricordato il significato dell’opera realizzata dal maestro Sante Ventresca e voluta dall’allora presidente dell’associazione, dottor Barcone. Una madre che protegge il proprio figlio mentre viene colpita da una scheggia: un’immagine che racchiude, nelle parole della vicepresidente, «il significato più profondo della guerra: il sacrificio degli innocenti».
«Dietro ogni guerra non ci sono soltanto numeri, ma persone e famiglie – ha sottolineato Imperatore –. Le vittime civili sono la parte più innocente e fragile di ogni conflitto». Da qui l’impegno dell’associazione a tramandare soprattutto alle nuove generazioni la memoria di quanto accaduto, perché il ricordo possa rafforzare la coscienza civile e il valore della pace.
Particolarmente toccante anche l’intervento del sindaco Luca Tirabassi, che ha intrecciato la memoria collettiva della città con quella della propria famiglia. Il primo cittadino ha ricordato infatti la nonna Elvira, morta durante il bombardamento mentre cercava di proteggere i figli, tra i quali il padre del sindaco, che all’epoca aveva appena quattro anni.
«Penso che quella mamma che si immola per salvare i propri figli fosse proprio mia nonna», ha detto Tirabassi riferendosi alla scultura di Ventresca. «Mia nonna Elvira, che per proteggere la vita di mio padre e di mio zio fu colpita da una scheggia e perse la vita».
Il sindaco ha quindi allargato la riflessione alle vittime civili di tutte le guerre, ricordando anche il successivo bombardamento di piazza Garibaldi del 30 maggio 1944, che provocò altre decine di morti tra la popolazione sulmonese.
Un richiamo al passato ma anche al presente. Tirabassi ha citato Sarajevo e Gaza per sottolineare come, nonostante il trascorrere dei decenni, siano ancora i civili, le madri e soprattutto i bambini a pagare il prezzo più alto dei conflitti.
«Le guerre giuste non sono mai, se uccidono persone innocenti», ha affermato il sindaco, affidando alle vittime del 27 agosto 1943 un messaggio che attraversa gli 83 anni trascorsi da quella mattina di morte.
Un messaggio semplice e potente, che la sirena delle 11.27 ha fatto risuonare ancora una volta nella memoria della città: «Vi prego, mai più».


