RADICI E PROSPETTIVE ATTACCA L’AMMINISTRAZIONE: “DIECI ANNI FALLIMENTARI DI PRATOLA BELLISSIMA”
Si riaccende lo scontro politico a Pratola Peligna. A intervenire con toni duri contro l’amministrazione comunale è il gruppo Radici e Prospettive, che prende di mira le recenti dichiarazioni del sindaco e traccia un bilancio fortemente critico degli ultimi dieci anni di governo cittadino.
Il gruppo parte dalla vicenda dell’incendio e dalle ricostruzioni fornite dal primo cittadino in una recente intervista a una testata locale. Secondo Radici e Prospettive, la versione sostenuta dal sindaco sarebbe stata già smentita «dal giornalista autore del post, dai Vigili del Fuoco, dal Consorzio di Bonifica e dal direttore della Protezione Civile regionale».
Pur precisando di non voler tornare ulteriormente sulla gestione dell’emergenza «per rispetto di chi è stato impegnato in prima linea», il movimento concentra le proprie contestazioni soprattutto sul bilancio amministrativo e sulle opere pubbliche.
Nel mirino finisce innanzitutto l’affermazione secondo cui il cronoprogramma dell’amministrazione sarebbe stato rispettato. «Quando dichiara che “il cronoprogramma è stato rispettato” e parla di un’infinità di opere pubbliche, esattamente a cosa si riferisce?», chiedono gli esponenti di Radici e Prospettive.
Il gruppo sostiene che, fatta eccezione per alcuni interventi sulla viabilità, negli ultimi anni non sarebbero state realizzate opere paragonabili a quelle che avevano caratterizzato precedenti stagioni amministrative. Nel comunicato vengono ricordati, tra gli altri, il polo scolastico, il nuovo asilo nido, il parcheggio allo svincolo autostradale, il rifacimento della Casa comunale e la nuova residenza per anziani.
Proprio quest’ultima opera diventa uno dei punti più controversi dell’attacco politico. Radici e Prospettive contesta infatti al sindaco di attribuire all’attuale amministrazione un merito che, secondo il gruppo, dovrebbe essere almeno in parte ricondotto alla precedente disponibilità delle risorse economiche. Viene inoltre criticata la decisione di spostare la struttura, ritenuta penalizzante per quello che viene indicato come il quartiere più popoloso del paese.
Altro capitolo è quello della ricostruzione post-sismica. Anche in questo caso il gruppo ridimensiona il ruolo dell’amministrazione comunale, sostenendo che il compito principale avrebbe dovuto essere quello di limitare i disagi per la popolazione. «Pratola è da anni diventata sempre più difficile da vivere», è l’accusa contenuta nella nota.
Critiche anche sul fronte economico e occupazionale. Radici e Prospettive chiede di conoscere quante imprese e quanti lavoratori del territorio abbiano realmente beneficiato dello sviluppo rivendicato dall’amministrazione.
Particolarmente duro, infine, il passaggio dedicato allo stadio comunale. Il gruppo ricorda la lunga chiusura degli impianti, gli investimenti effettuati per la messa in sicurezza della tribuna e le nuove risorse destinate al campo in erba sintetica. Secondo gli esponenti di opposizione, con le somme complessivamente investite si sarebbe potuto valutare un progetto completamente nuovo, in una zona centrale e facilmente raggiungibile, destinato soprattutto alla pratica sportiva dei più giovani.
Il comunicato si chiude con una provocazione politica. Radici e Prospettive invita il sindaco a riprendere il programma di mandato e a verificare, punto per punto, quante promesse siano state effettivamente mantenute.
«Chissà che, alla fine – conclude il gruppo – non si renda conto di quanto siano stati fallimentari questi dieci anni di “Pratola Bellissima”».



Non è solo un gruppo che critica quest’amministrazione fallimentare, ma l’intero Paese.
Basta non se ne può più.
Una narrazione che ha stufato.
Non parla alla cittadinanza, ma solo ai suoi sostenitori. Non accetta critiche ma solo consensi e pacche sulla spalla.
Cose ordinarie fatte passare per straordinarie, diritti per concessioni, tutto al superlativo, bellissimo, efficientissimo, bravissimo.
Sembra uno studio legale, un commercialista si farebbe capire meglio, parla il “giargianese”, autocelebrazioni spacciate per interviste, giornalisti come suggeritori.
Non si può né vedere e né sentire.
Il ricambio è necessario e fisiologico per un problema di democrazia altrimenti si rischia la radicalizzazione come già sta avvenendo.
Ecco perché dobbiamo ricorrere ai ripari. È attaccata alla poltrona e non la lascia , vorrà dire che la portiamo via in ” zanzett” con tutta la poltrona.