AL PRESIDENTE MARCO MARSILIO SU PROPAGANDA, VERITA’, EMERGENZA INCENDI E LEGGE ELETTORALE CONTRO LE AREE INTERNE
di Giosafat CapulliĀ
L’AQUILA – Egregio Presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio, in un bellissimo volume della PAV EDIZIONI, dal titolo “PROPAGANDA E VERITA'”, Con sottotitolo “DA SOCRATE A BERLUSCONI, COME ESSERE MANIPOLATI E VIVERE FELICI”, il collega giĆ direttore dell’ANSA Abruzzo, Antonio Andreucci (Tonino per quasi tutti), analizza un tema che in questi giorni ĆØ attualissimo e riguarda l’emergenza incendi e la nuova legge elettorale (che porta la sua firma), che vede protagonista su due fronti diversi il mio amato Abruzzo. non quello con tre mari, ma L’Abruzzo che si affaccia sul mare Adriatico (nella foto, Lei in bici sulla costa dei Trabocchi).
Da volontario di protezione civile con la Pro Loco di Coppito, colonna nazionale ProcivArci, ho partecipato a missioni in Italia e all’estero, in tutte le emergenza: crisi umanitarie, alluvioni, incendi boschivi e terremoti. Ho spalato fango, rimosso pietre di edifici crollati, messo in salvo opere d’arte in zone terremotate, spento incendi in ogni luogo dello stivale, assistito anziani, bambini e animali domestici e da allevamento.
Ho fatto di tutto, gratuitamente, per dare una mano ad ogni mio simile in difficoltĆ , come tanti miei simili hanno dato una mano alla mia L’Aquila distrutta dal terremoto.
Non da solo, sia chiaro, ma insieme a decine e decine di volontari di Coppito, dell’Aquila, dell’Abruzzo e di ogni cittĆ e borgo d’Italia.
Ed ecco che nell’estate che stiamo vivendo, un numero impressionante di incendi ha colpito la provincia dell’Aquila e L’Abruzzo intero.
Questo in un contesto in cui la Protezione Civile regionale, oggi Agenzia diretta da Maurizio Scelli, ĆØ ridotta al lumicino di personale, attrezzature e mezzi aerei per lo spegnimento .
Ufficio svuotato, quello dell’Agenzia, di quelle figure capaci di coordinare le operazioni e far muovere con raziocinio ed efficacia i gruppi di volontari riuniti in diverse Associazioni abilitate per gli incendi boschivi, che cooperano in emergenza al fianco del corpo dei Vigili del Fuoco .
Sono uno dei tanti, tra quella gente comune che si mette insieme, fa corsi, impara ad utilizzare mezzi di soccorso e attrezzature, che ci mette competenza e anima nella propria attivitĆ e che, va sottolineato, NON PERCEPISCE ALCUN COMPENSO PERSONALE: il popolo che rappresenta al meglio la cosiddetta SOCIETA’ CIVILE. Da volontario e giornalista, sapere che i fondi regionali destinati alla Protezione Civile siano stati decurtati per il triennio 2026-2028, le giuro che mi fa male. Capisco la voragine creata negli ultimi anni nel settore SANITA’. Ma questo non giustifica quel ĆØ successo alla Protezione Civile, perchĆ© di fondi per feste e festicciole la Regione ne elargisce a piene mani. Non ĆØ cosƬ che si serve la veritĆ dei fatti, cosƬ si alimenta solo la propaganda arricchita da selfie, rilanciata da quegli organi di informazione che nell’ambiente chiamate “amici”. Sono uomo delle aree interne del mio amato Abruzzo. Ricordo (ho 70 anni suonati) i nostri borghi montani ricchi di persone, vivi, con asini, carri, lavoro dei campi e allevamenti di bestiame, ricco di artigiani. Gente che conduceva una vita frugale, faticosa, costretta all’emigrazione dalla mancanza di considerazione sociale (servizi e opportunitĆ di lavoro) e dal bisogno di migliorare la propria condizione economica e sociale. Vantiamo borghi di una bellezza architettonica da invidia, ma svuotati di persone. Quei borghi montani che, dite a chiacchiere (propaganda) di voler far tornare alla vita, ma nulla fate (veritĆ ) per realizzare questo bisogno essenziale per il futuro del nostro Abruzzo. Con la legge elettorale in discussione che porta la sua firma (in sintesi decide che chi ha più voti entra in Consiglio regionale, annullando le rappresentanze territoriali paritarie, i cosiddetti collegi provinciali), per le aree interne e montane spopolate la vedo dura poter eleggere propri rappresentati territoriali. Le aree interne non hanno i numeri per recitare un ruolo paritario con le aree della regione più popolose. Questo ĆØ. La lascio ricordando una cantilena antica: “stretta ĆØ la porta, larga ĆØ la via, dica la sua che io ho detto la mia”. Cominciamo ad entrare, egregio Presidente Marsilio, nel mondo della VeritĆ e ad uscire da quello mendace della Propaganda”.



