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MORRONE, IL ROGO NON FA PIÙ PAURA. SCELLI LODA I SOCCORRITORI: «LAVORO EROICO. ORA CAPIRE COSA NON HA FUNZIONATO DAL 2017»

di Domenico Verlingieri – L’incendio sul Monte Morrone verso lo spegnimento definitivo. A fare il punto sulle operazioni e sulla gestione dell’emergenza è Maurizio Scelli, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile dell’Abruzzo, che rivendica l’efficacia delle scelte strategiche messe in campo dalle squadre di soccorso e traccia un bilancio dell’intervento sul versante nord-occidentale.

“L’incendio è spento”, conferma Scelli, evidenziando come la creazione della nuova viabilità antincendio abbia rappresentato il fattore decisivo. “Abbiamo sfruttato al massimo quella strada tagliafuoco che permette di arrivare in tempo reale direttamente sulle fiamme. Questa notte c’è stata una folata di vento che ha sfiorato i 100 chilometri orari: se non avessimo fatto quel tipo di bonifica, l’incendio sarebbe ripreso in tutta l’area. Stamattina, invece, era appena un fazzoletto di neanche 300 metri quadri”.

Grazie al lavoro integrato tra mezzi aerei e squadre a terra — supportate anche dalla pioggia caduta nel pomeriggio — gli operatori sono riusciti a raggiungere in quota anche gli ultimi focolai e fumarole residue.

L’emergenza ha interessato un’ampia area montana al confine tra due province (L’Aquila e Pescara), coinvolgendo i territori di Sulmona, Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Sulla scelta di non aprire il Centro Operativo Misto (COM), Scelli chiarisce: “Mi suggerivano tutti di aprire il COM e assumere il coordinamento diretto, ma non l’ho voluto fare. Ho voluto che ciascun sindaco si rendesse consapevole di quello che stesse accadendo, venisse informato punto su punto e decidesse per la propria comunità. Abbiamo tenuto i nervi saldi e non c’è stato alcun danno a persone o cose. Le linee tagliafuoco tracciate sono vere e proprie strade che mettono in sicurezza questi paesi anche per il futuro”.

Riguardo alle cause, il direttore esclude la matrice dolosa, riconducendo la nascita del rogo a fattori meteorologici ed elementi naturali: “Sulla matrice dolosa direi di no. Quest’anno i fulmini sono stati diffusi in tutta la regione e abbiamo la certezza che si sia trattato di una causa naturale”.

Guardando alla fase successiva allo spegnimento, Scelli rimarca la necessità di analizzare la gestione degli anni passati: “Bisognerà andare a vedere cosa è successo o non è stato fatto dal 2017 ad oggi, perché senza capire questo non si può guardare al futuro in maniera preventiva. Essendo stato sul campo, ho trovato tante cose che vanno fatte e messe a posto”. Rispondendo alle polemiche sui tempi dei primi interventi, dichiara: “In questi casi ho lasciato parlare tutti. Ero convinto di avere le persone giuste da utilizzare nella maniera migliore e i risultati ci stanno dando ragione”.

Le operazioni sul campo hanno visto l’impiego medio di circa 80 persone al giorno, divise tra Vigili del Fuoco, le squadre antincendio del 9° Reggimento Alpini dell’Aquila e circa 45 volontari delle associazioni di Protezione Civile.

Un coordinamento che ha visto un legame stretto con il territorio, sottolineato anche dalla sintonia tra Scelli e il comandante del 9° Alpini, Mario D’Angelo, originario di Sulmona. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, per la tempestiva attivazione dell’Esercito, al presidente della Regione Marco Marsilio e a tutta la struttura regionale per il supporto garantito.

In chiusura, il direttore ha voluto rivolgere un pensiero al personale e ai volontari impegnati: “In pieno agosto c’è chi ha messo da parte le ferie, la famiglia e la propria salute per indossare gli scarponi e andare a salvare un territorio affrontando fiamme alte anche 30 metri a 40 gradi. È un lavoro eroico che deve rendere tutti orgogliosi”.

4 commenti riguardo “MORRONE, IL ROGO NON FA PIÙ PAURA. SCELLI LODA I SOCCORRITORI: «LAVORO EROICO. ORA CAPIRE COSA NON HA FUNZIONATO DAL 2017»

  • Indipendentemente

    “Ho voluto che ciascun sindaco si rendesse consapevole di quello che stesse accadendo” l’urgenza era di spegnere il fuoco e non di fare rendere consapevole qualcuno.

    20 giorni per capire che andavano fatte le strade per arrivare in quota perché il fuoco non si spegne solo dall’alto?

    E smettiamola con la solita retorica emotiva degli eroi con persone, che vanno si ringraziate, che decidono di fare quel lavoro per cui sono formati e che infatti non possono fare e accedere tutti

    Risposta
  • La competenza della Protezione Civile

    Si vive di retorica di emozioni su frasi fatte… Adesso apprendiamo che nn è più incendio doloso bensì frutto di fulmini occasionali, la fantasia di questo direttore Nn ha limiti… Che fortuna averlo avuto, come esperto risolutore di problemi sul campo, Poi rendere questo intervento come un Immane sforzo, sacrifici eroici… Nn si può sentire.

    Risposta
  • Sarebbe utile conoscere i costi per la comunità di questi 20 giorni. Resteremo tutti esterrefatti. Le chiacchiere stanno a 0.

    Risposta
  • Maurizio Scelli deve capire cosa non ha funzionato dal 2017ad oggi? Dirige la Protezione Civile da due anni ed ancora è qui a chiederselo? Noi invece dovremmo chiedere a lui chi sono i suoi riferimenti politici che lo hanno nominato.

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