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MINACCIÒ DUE OPERATRICI SANITARIE, ORA RISCHIA IL PROCESSO

SULMONA, 25 Agosto – Prima le urla nel reparto, poi le minacce e il tentativo di aggressione contro due operatrici sanitarie. A scatenare la reazione di un paziente di circa 30 anni sarebbe stata la decisione di sistemare nella sua stanza di degenza un altro ricoverato. Un episodio avvenuto lo scorso febbraio all’ospedale di Sulmona e che ora potrebbe portare l’uomo davanti al giudice.

La Procura della Repubblica di Sulmona ha infatti notificato al trentenne l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, confermando le accuse formulate a suo carico per lesioni personali colpose.

L’uomo, cardiopatico e con problemi psichiatrici, era stato ricoverato nel presidio sulmonese per alcune problematiche di natura cardiaca. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe dato in escandescenza dopo aver appreso che avrebbe dovuto condividere la stanza con un altro paziente.

«Non voglio nessuno qui», avrebbe urlato, creando forte agitazione all’interno del reparto. Poco prima, nel corridoio del primo piano, si sarebbe anche strappato parte dei vestiti.

La situazione sarebbe quindi rapidamente degenerata. Il trentenne avrebbe rivolto pesanti minacce a due operatrici sanitarie, tentando di strattonarle e arrivando a scagliare contro di loro il telecomando del letto di degenza. Il personale, non riuscendo a riportarlo alla calma, ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono quindi arrivati polizia e carabinieri.

Una volta ristabilita la situazione, il paziente è stato affidato al fratello e dimesso a domicilio. Le due operatrici coinvolte si sono invece recate al pronto soccorso per essere visitate e farsi refertare lo stato d’ansia provocato dall’accaduto.

L’episodio riporta in primo piano il problema delle aggressioni ai danni del personale sanitario, particolarmente delicato in una struttura che deve fare i conti anche con significative carenze di organico. Dal 15 luglio scorso il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, ha disposto l’attivazione di un presidio di guardia armata per 13 ore al giorno nel pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona.

Costanzi ha inoltre ricordato che la normativa in materia è stata inasprita dal decreto legge 137/2024, convertito in legge alla fine dello scorso anno. Le nuove disposizioni prevedono, in determinati casi di lesioni e danneggiamenti, l’arresto obbligatorio in flagranza, anche differita entro 48 ore, oltre a pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 10 mila euro, con la procedibilità d’ufficio.

«Come sempre, la normativa esiste», ha osservato il direttore generale, ribadendo però la necessità di tradurre le disposizioni in una maggiore sicurezza concreta per chi lavora ogni giorno negli ospedali.

Il fenomeno interessa tutti i presidi dell’azienda sanitaria. Solo all’ospedale di Sulmona, negli ultimi sei mesi, sono state registrate cinque aggressioni ai danni di operatori sanitari.

la foto di copertina è stata realizzata con A.I.

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