SULMONA IN CAMICIA NERA
23 agosto 1923
SULMONA IN CAMICIA NERA
di Fabio Valerio Maiorano
Saliti al potere da pochi mesi, i fascisti facevano proseliti in ogni parte d’Italia; e Sulmona non fece eccezione, tanto che nell’estate del 1923 lo stesso Benito Mussolini, il duce, volle “tastare il polso” ad una delle cittĆ più importanti dell’Abruzzo, la patria dell’amico Alessandro Sardi, promettente sottosegretario di Stato ai Lavori Pubblici nel suo primo governo. Giunto ieri l’altro, martedƬ 21 agosto del’ 23 a Pescara, per le celebrazioni della “Settimana Abruzzese”, all’indomani il Presidente del
Consiglio stava tornando a Roma, in auto, ma volle visitare Sulmona. Arrivò nel pomeriggio di ieri, 22 agosto, mercoledƬ, accolto dalla note di “Giovinezza” e dell’Inno Reale, intonate dalla fanfara, e dagli applausi della folla accalcata dietro al cordone dei soldati di truppa e della milizia nazionale schierati da porta Napoli al Municipio, in via Mazzara; qui incontrò la nutrita schiera di simpatizzanti e il futuro gruppo dirigente dei fasci sulmonesi; l’occasione fu anche propizia per la rituale opera di propaganda delle dottrine di regime e, soprattutto, per “reclutare” alla causa fascista il maggior numero di giovani e di studenti, opportunamente convocati dal sindaco Pilade Perrotti con “lettera d’invito” indirizzata ai direttori degli istituti scolastici citta-dini: il Ā«valoroso duce della Camicie Nere, lo strenuo valorizzatore della nostra guerra vittoriosa, il sagace restauratore delle fortune d’Italia, Benito Mussolini, onorerĆ di una visita la CittĆ di Sulmona, ricevuto da S. E. [Alessandro] Sardi e da altre EccellenzeĀ».
Quindi, la perentoria raccomandazione, anzi l’inequivocabile ordine: «à doveroso che gli insegnanti tutti si stringano intorno all’Illustre Uomo nella sua breve permanenza nella Patria di OvidioĀ». L’opera di “fascistizzazione” degli italiani e delle italiane di ogni etĆ era giĆ cominciata.



Quella ĆØ Storia del ventennio.
Ora ti racconto quella recente.
Dopo la liberazione dai fascisti, che ci avevano tolto diritti e libertĆ , ĆØ stato Berlusconi che ha fasticizzato lo Stato riabilitando il Fascismo e portando i fascisti al governo e nelle istituzioni.
Se ora comandano il Paese lo dobbiamo al Bunga bunga di Arcore.