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MORRONE, NESSUN FOCOLAIO EVIDENTE: LA MONTAGNA RESPIRA DOPO GIORNI DI FUOCO

ROCCACASALE, 24 Agosto – Il Morrone questa mattina restituisce finalmente un’immagine diversa. Sui versanti devastati dal fuoco non si vedono più focolai evidenti, ma soltanto il ristagno delle nubi di calore provocate dagli incendi che per giorni hanno divorato ettari di vegetazione. Un’immagine che alimenta la speranza che, dopo giorni di paura e di battaglia senza sosta, l’emergenza possa essere davvero arrivata all’epilogo.

Dalle prime ore del mattino è comunque scattata una nuova operazione chirurgica per eliminare ogni residuo del rogo. In azione ci sono tre Canadair, due elicotteri della Protezione civile regionale e l’Erikson dei vigili del fuoco, impegnati in una serie di interventi mirati sui punti ancora caldi della montagna.

Imponente anche il dispositivo a terra. Circa 90 persone appartenenti alle associazioni di volontariato stanno lavorando con pale, picconi e altri mezzi per raggiungere direttamente i piccoli focolai residui, spegnerli uno per uno e preparare il terreno alla bonifica pesante e definitiva.

A coordinare le operazioni è il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, che in questi giorni ha seguito costantemente l’evoluzione dell’incendio e il dispiegamento delle forze sul campo.

Il bilancio resta pesantissimo: circa 350 ettari di bosco sono andati in fumo. Ma, nonostante la violenza delle fiamme, sono rimasti indenni alcuni luoghi simbolo del Morrone, tra cui il rifugio Puzzacchio di Roccacasale, salvato dall’avanzata del fuoco.

La situazione odierna rappresenta però il segnale più incoraggiante dall’inizio dell’emergenza. L’assenza di focolai visibili e la presenza soltanto delle nubi di calore fanno ben sperare sulla possibilità che la fase più critica sia ormai alle spalle.

Un risultato che arriva al termine di giorni durissimi e che porta la firma dell’abnegazione dei vigili del fuoco, degli uomini della Protezione civile e dei tanti volontari che hanno lavorato senza sosta, spesso in condizioni difficilissime, mettendosi a disposizione per contenere le fiamme, proteggere abitazioni, rifugi e infrastrutture e impedire conseguenze ancora più gravi.

Ora resta da completare il lavoro di bonifica, con l’attenzione che continuerà a rimanere alta fino allo spegnimento definitivo di ogni punto caldo. Ma l’immagine del Morrone di questa mattina, finalmente senza colonne di fumo e senza lingue di fuoco visibili, lascia intravedere la fine di una vicenda che per giorni ha tenuto con il fiato sospeso non solo la Valle Peligna ma l’intero Abruzzo.

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