IL MONDO DEL CALCIO AQUILANO NON DIMENTICA AMATRICE. I RED BLUE EAGLES CON UNO STRISCIONE RICORDANO IL DRAMMA CHE UNISCE LE DUE CITTA’
di Emanuele ColangeliĀ
L’AQUILA – LāAquila non dimentica Amatrice: il silenzio della notte e il brivido di un legame scolpito nel dolore
Ci sono date che non hanno bisogno di calendario per farsi sentire, date che ti piombano addosso con il peso di un macigno e il fremito di una cicatrice mai del tutto richiusa. Dieci anni. Un battito dāali per la storia, unāeternitĆ per chi quel dolore lo ha vissuto sulla propria pelle, lo ha respirato tra le polveri di una notte maledetta e lo custodisce ogni giorno nel profondo del cuore.
Nella notte che precede lāanniversario di quel tragico 24 agosto 2016, LāAquila ha scelto ancora una volta da che parte stare. Sulle strade della cittĆ ĆØ comparso un messaggio nitido, diretto, di quelli che non lasciano spazio a retorica o vuote parole: āLāAquila non dimentica Amatriceā.
A firmarlo, con la sensibilitĆ e la fierezza che da sempre contraddistinguono la loro storia, sono i Red Blue Eagles 1978. Uno striscione chiaro, scritto con la forza di chi sa cosa significhi vedere la propria casa crollare, perdere tutto, fare i conti con le macerie e con l’assenza. Accanto al nome di Amatrice, due date che racchiudono un decennio di ferite e di memoria indelebile: 24 agosto 2016 ā 24 agosto 2026.
Dieci anni fa, esattamente alle 3:36, la terra tremò devastando Amatrice e il Centro Italia, spezzando 299 vite e segnando per sempre l’anima del Paese. LāAquila, che sette anni prima aveva conosciuto lo stesso identico inferno, non ha mai smesso di stringersi attorno a quella terra ferita. Non ĆØ semplice solidarietĆ : ĆØ un riconoscimento fraterno, un abbraccio silenzioso tra comunitĆ unite dallo stesso destino di dolore e di inarrestabile dignitĆ .
In quella notte del ricordo, mentre la lancetta dell’orologio tornava idealmente a quell’istante che ha cambiato ogni cosa, il messaggio degli ultras rossoblù ĆØ diventato la voce di un’intera cittĆ . PerchĆ© a L’Aquila si sa bene che il tempo può lenire, ma non cancellare. E che il ricordo, quando ĆØ autentico, diventa un giuramento solenne: quello di non dimenticare mai chi non c’ĆØ più e di camminare, sempre, fianco a fianco.



