CronacaHomeIn Evidenza

MONTE MORRONE: NOVE FOCOLAI ANCORA ATTIVI

Il quadro questa mattina appare più rassicurante, ma il sottobosco continua a bruciare. In azione Protezione civile, Vigili del fuoco e Nono Reggimento Alpini con due elicotteri e un Canadair

SULMONA – È sicuramente un’immagine più rassicurante quella che questa mattina restituisce il Monte Morrone, da giorni martoriato dall’incendio che ha devastato una vasta porzione del versante. Il fronte del fuoco appare sensibilmente ridimensionato, ma l’emergenza non può ancora dirsi conclusa e le operazioni di spegnimento e bonifica proseguono senza sosta.

Determinante è stata l’azione condotta nella giornata di ieri dai Vigili del fuoco e dai volontari della Protezione civile, impegnati in una fase considerata decisiva per il buon esito dell’intervento. Ore di lavoro incessante hanno permesso di contenere le fiamme e di circoscrivere le situazioni più pericolose.

Al momento sono nove i punti critici individuati grazie all’impiego dei droni, che continuano a sorvolare l’area per rilevare eventuali riprese del fuoco e consentire alle squadre di intervenire con maggiore tempestività e precisione.

Su questi focolai si concentra il lavoro di circa settanta operatori, tra uomini della Protezione civile, Vigili del fuoco e militari del Nono Reggimento Alpini. Nonostante il miglioramento generale della situazione, anche questa mattina il sottobosco continua infatti a bruciare in più punti, rendendo necessaria una capillare attività di bonifica da terra.

A supportare le squadre impegnate sul versante stanno operando anche due elicotteri e un Canadair, utilizzati per contenere i focolai residui e mettere in sicurezza le zone maggiormente interessate dalle fiamme.

Vecchie e nuove criticità vengono costantemente monitorate attraverso i rilievi effettuati con i droni, strumenti diventati fondamentali per individuare le zone ancora calde e indirizzare gli interventi sul terreno.

Il quadro, dunque, appare oggi più incoraggiante rispetto ai giorni scorsi, ma resta alta l’attenzione. La priorità è impedire che i focolai ancora presenti, alimentati dal sottobosco e dalle alte temperature, possano riprendere vigore e vanificare il lavoro svolto finora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *