INCENDIO MORRONE: DI NINO REPLICA ALL’OPPOSIZIONE MA SCARICA SUL GIORNALISTA
La sindaca di Pratola respinge le accuse di propaganda e attribuisce alla testata la ricostruzione sul ruolo delle cisterne. Ma il giornalista aveva già rimosso l’articolo, smentendone di fatto il contenuto. Il direttore della Protezione civile regionale: «Rispetto per vigili del fuoco e volontari che stanno lavorando senza sosta»
PRATOLA PELIGNA, 23 agosto – La sindaca Antonella Di Nino respinge le accuse di strumentalizzazione politica dell’incendio del Morrone, ma nella replica all’opposizione finisce per gettare la croce addosso al giornalista che aveva pubblicato l’articolo sul presunto ruolo determinante delle cisterne realizzate dal Comune di Pratola Peligna.
«È stata una testata giornalistica presente sul posto – scrive la sindaca – a rilevare l’importanza delle cisterne, realizzate dall’amministrazione Di Nino e necessarie per l’accumulo dell’acqua, riconoscendo al Comune di Pratola Peligna un merito oggettivo nella difficile partita in corso contro le fiamme che hanno attaccato il Morrone».
Di Nino precisa inoltre che «nessun comunicato è stato scritto dall’amministrazione comunale», sostenendo che il Comune si sarebbe limitato a prendere atto, con soddisfazione, della ricostruzione giornalistica.

Un passaggio che, però, apre un ulteriore fronte. Lo stesso giornalista autore dell’articolo aveva infatti provveduto in tempi rapidissimi a rimuovere il pezzo dalla piattaforma, prendendo così le distanze da una ricostruzione che evidentemente non riteneva più corretta. Una circostanza che rende ancora più delicato il tentativo della sindaca di attribuire alla testata la piena responsabilità di quanto pubblicato.
La prima cittadina rivendica comunque il lavoro svolto dall’amministrazione dopo l’incendio del 2017, ricordando la realizzazione di sei cisterne dalle quali sarebbe possibile attingere complessivamente fino a 60mila litri d’acqua.
«Ciò che abbiamo fatto durante l’emergenza che ci ha colpito direttamente nel 2017 è sotto gli occhi di tutti – afferma – al pari dell’importanza dell’opera di prevenzione che ha portato alla realizzazione delle sei cisterne», utilizzate, secondo quanto sostiene, come supporto alle istituzioni e agli uomini impegnati sul fronte del fuoco.
La polemica, però, arriva proprio mentre dalla Protezione civile regionale viene lanciato un messaggio di segno opposto. Ad intervenire è stato il direttore Maurizio Scelli, che ha chiesto senza mezzi termini di tenere le contrapposizioni politiche lontane dall’emergenza del Morrone.
«Sono stufo di strumentalizzazioni e beghe politiche. Lasciateci lavorare in pace perché stiamo facendo ancora i conti con l’emergenza», ha detto Scelli.
Il direttore della Protezione civile ha soprattutto richiamato tutti al rispetto per chi da giorni opera sul campo in condizioni durissime. Vigili del fuoco, militari, funzionari e volontari hanno lavorato con temperature vicine ai 40 gradi e, in alcuni momenti, con fiamme alte decine di metri, per mettere in sicurezza Roccacasale, Popoli, Corfinio, gli allevamenti e le aree più esposte.
«Il lavoro immane, a rischio della vita, merita ammirazione e rispetto», ha sottolineato Scelli, ricordando come fino a pochi giorni fa fosse concreto anche il timore di dover procedere con evacuazioni.
Un richiamo che assume un peso particolare proprio alla luce dello scontro politico scoppiato a Pratola. Mentre sul Morrone sono ancora in corso le operazioni di bonifica e circa cento uomini continuano a lavorare per evitare nuove ripartenze delle fiamme, dalla Protezione civile arriva dunque un messaggio netto: l’emergenza non può diventare terreno di propaganda, rivendicazioni o regolamenti di conti politici.
La sindaca, dal canto suo, accusa l’opposizione di «livore» e sostiene che «questioni così delicate dovrebbero unire e non determinare polemiche strumentali e maldestre». Ma resta il dato politico: l’articolo richiamato nella sua difesa era già stato rimosso dal suo stesso autore, mentre dal vertice regionale della Protezione civile è arrivato l’invito a lasciare fuori dal Morrone ogni tipo di bega politica, per rispetto di chi da giorni combatte realmente contro il fuoco.



Un vecchio detto dice che
tra il fare e non fare e’ sempre preferibile fare.
Non sbaglia mai,solo chi non fa mai nulla,pertanto Caro Sindaco,non ti curar di loro,ma guarda e vai sempre avanti e, sempre per il bene della comunita’ pratolana ed oltre.
Ma Scelli non è quello che, insieme ai vari Sindaci, si faceva foto con nello sfondo la grande ruspa?