INCENDIO DEL MORRONE, RADICI E PROSPETTIVE ATTACCA LA SINDACA: “STA STRUMENTALIZZANDO PER FINI PROPAGANDISTICI UNA TRAGEDIA DEL TERRITORIO”
Il gruppo consiliare di opposizione contesta la comunicazione della prima cittadina di Pratola Peligna e rivendica il ruolo decisivo di Vigili del fuoco, Protezione civile, militari, forze dell’ordine e volontari
PRATOLA PELIGNA – «Chi si loda s’imbroda». È con questo titolo che il gruppo consiliare Radici e Prospettive interviene duramente sulla gestione della comunicazione legata all’incendio che da giorni sta interessando il Monte Morrone, puntando il dito contro la sindaca di Pratola Peligna.
Secondo il gruppo di opposizione, mentre centinaia di operatori erano impegnati giorno e notte nelle operazioni di spegnimento e bonifica, la prima cittadina avrebbe condiviso sulla propria pagina un articolo dal contenuto ritenuto autocelebrativo, nel quale veniva attribuito un ruolo determinante all’amministrazione comunale nello spegnimento dell’incendio.
Radici e Prospettive sostiene inoltre che quell’articolo sarebbe stato rimosso poco dopo dalla testata che lo aveva pubblicato perché non corrispondente alla reale dinamica delle operazioni, mentre la sindaca avrebbe continuato a mantenerlo sulla propria pagina. Tra l’altro il giornalista autore dell’articolo ha pubblicato un video in cui spiegava l’errore chiedendo scusa a chi da giorni sta operando sul fronte e invitando la politica a non strumentalizzare una tragedia.
«Una figuraccia politica e istituzionale», afferma il gruppo consiliare, che critica anche le condizioni di alcuni mezzi utilizzati durante l’emergenza. In particolare viene fatto riferimento ad alcune botti che, secondo l’opposizione, avrebbero presentato malfunzionamenti riconducibili alla mancata manutenzione.
Il comunicato entra poi nel merito dei numeri dell’emergenza. Radici e Prospettive ricorda come nei giorni più difficili siano stati impiegati tre Canadair e un elicottero, con una capacità complessiva indicata in circa 25 mila litri per intervento. Secondo i calcoli riportati dal gruppo, considerando una media di circa cento lanci giornalieri, sarebbero stati sganciati complessivamente circa 32 milioni di litri d’acqua.
Da qui la polemica sulle circa duemila bottiglie da due litri richiamate nella comunicazione dell’amministrazione. «Pensare di attribuire a questo intervento un ruolo decisivo nello spegnimento dell’incendio – sostengono i consiglieri – significa mortificare l’intelligenza dei cittadini e soprattutto il lavoro svolto sul campo».
Il gruppo usa toni molto duri nei confronti della sindaca, arrivando a definirla ironicamente «l’unta dal Signore», con un riferimento politico, e citando anche la celebre espressione di Totò: «Ma ci faccia il piacere».
Al di là della polemica, Radici e Prospettive concentra però la parte finale del comunicato sul riconoscimento del lavoro svolto da quanti hanno affrontato direttamente l’emergenza.
«Le fiamme non sono state fermate da un post, da uno slogan o da un’amministrazione – afferma il gruppo – ma da centinaia di Vigili del fuoco, operatori della Protezione civile, militari dell’Esercito, appartenenti alle forze dell’ordine e volontari».
«Sono loro – conclude Radici e Prospettive – ad aver respirato il fumo, sopportato un caldo infernale, rinunciato al sonno e agli affetti e rischiato la vita per difendere la montagna, le abitazioni e l’intera comunità. Soltanto a loro dobbiamo dire grazie».



Radici e prospettive ascoltatelo bene il video del giornalista