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FOLLA INCOSCIENTE ASSEDIA UN CERVO PER UN SELFIE: L’ANIMALE CARICA E FA CADERE UN TURISTA

Un cervo accerchiato da una folla di turisti a caccia di foto abbassa la testa e carica, facendo cadere rovinosamente a terra un uomo. L’episodio di pura incoscienza, avvenuto a Scanno a pochi passi da un’area giochi, riaccende i riflettori su un malcostume sempre più diffuso: quello di chi scambia i parchi nazionali per circhi a cielo aperto, ignorando le regole basilari di rispetto per la natura selvatica.

Le immagini dell’accaduto parlano da sole: un imponente esemplare con un palpabile palco di corna si trovava all’interno dell’area. Invece di mantenere una distanza di sicurezza, decine di persone si sono letteralmente accalcate attorno all’animale, stringendolo in un cerchio soffocante. Telefoni alla mano, a pochissimi metri di distanza, adulti e persino bambini assistevano alla scena come di fronte a un’attrazione addomesticata.

Ma la natura non risponde alle regole dello spettacolo. Sentendosi in trappola e minacciato dall’eccessiva vicinanza umana, l’animale non ha fatto altro che ciò che il suo istinto gli impone per difesa: ha abbassato la testa, puntato le corna ed effettuato una carica dissuasiva. Nel caos generale che ne ĆØ seguito, con persone che fuggivano spaventate, un turista ĆØ finito a terra. Fortuna ha voluto che l’episodio si sia risolto solo con un grande spavento e nessuna conseguenza fisica grave, ma il rischio corso ĆØ stato enorme.

Non ci stancheremo mai di dirlo: l’Abruzzo ĆØ una terra magnifica, generosa e autenticamente selvaggia, ma occorre rispetto assoluto per poterla vivere in sicurezza. ƈ vero che in diverse localitĆ  abruzzesi capita con frequenza di avvistare cervi o altri animali anche in contesti urbani o rionali, ma questo non deve mai far dimenticare la loro natura: sono e rimangono animali selvatici di grande mole e spiccata forza fisica.

In casi come questo, bisogna dirlo con chiarezza: l’animale non ha alcuna colpa. Il cervo ha fatto semplicemente il cervo. La responsabilitĆ  ĆØ interamente della gente che sembra non conoscere più limiti. ƈ da incoscienti permettere che i bambini si avvicinino cosƬ tanto a una fiera di oltre due quintali solo per scattare una fotografia o girare un video da pubblicare sui social network.

Il pericolo maggiore ĆØ la narrazione che spesso segue a questi eventi: quando succedono le disgrazie, troppo di frequente si tende a colpevolizzare l’animale, definendolo “aggressivo” o “pericoloso”, arrivando talvolta a chiederne l’allontanamento o l’abbattimento. Bisogna comprendere che gli animali non sono peluche nĆ© comparse da circo. L’Ente Parco prevede regole chiare nel proprio regolamento, a partire dall’obbligo di mantenere le distanze. Rispettarle non ĆØ un optional, ma l’unico modo responsabile di vivere la bellezza delle nostre montagne.

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