IL MEDICO CHE A PAGAMENTO CERTIFICAVA I NO VAX COME VACCINATI. COSTORO PAGAVANO PER FARSI PRENDERE IN GIRO
di Marco Zambianchi*
L’AQUILA –Ā Quando mi ĆØ toccato rimboccarmi le maniche per vaccinare, ho fatto più sacrifici io di un monaco tibetano in mezzo alle tempeste di neve, ma ci credevo con tutto il cuore: spingere quel piccolo stantuffo era come distribuire scudi invisibili contro il SARS-CoV-2 ā il coronavirus, un microscopico teppista munito di chiavi false che si intrufola nelle nostre cellule respiratore per occupare abusivamente la casa ā e, calcolatrice alla mano, circa tremila dosi dopo posso dire che una bella fetta di persone deve la pelle a quella fatica. Purtroppo non tutti i camici bianchi viaggiavano sulla stessa frequenza d’onda: tra il settembre 2021 e il marzo 2022, nella zona della Asl Roma 6, un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale ha ben pensato di trasformare il proprio studio in un teatro dell’assurdo. Invece di iniettare l’RNA messaggero ā in pratica un foglietto d’istruzioni inviato via posta prioritaria al nostro sistema immunitario per spiegargli che faccia ha il cattivo senza doverlo incontrare davvero ā questo genio prende ben 1500 fiale e le spedisce direttamente nel cestino dell’immondizia. Per evitare di destare sospetti con questo spreco di fluido prezioso, le fiale venivano poi disperse o distrutte con la cura di chi deve nascondere la refurtiva.
Ovviamente la sceneggiata non era un’opera di caritĆ : il Dottor Furbetti chiedeva ben 50 euro a prestazione da chi voleva il famoso lasciapassare verde senza manco una punturina, infilandosi la banconota dritta in tasca come un casellante abusivo dell’autostrada sanitaria. Il nostro sedicente eroe approfittava a piene mani della paura e della poca dimestichezza scientifica della gente, soffiando sul fuoco delle diffidenze verso la profilassi ā ovvero l’arte di mettere la cintura di sicurezza prima di fare un incidente, anzichĆ© sperare nei miracoli dopo l’impatto ā e diventando il punto di riferimento di una vasta comunitĆ di scettici. Ma il castello di carte ĆØ crollato quando la Guardia di Finanza gli ha messo gli occhi addosso: con cimici e telecamere nascoste che parevano un film di spionaggio, i finanzieri lo hanno beccato con le mani nel sacco il 10 febbraio 2022, arrestandolo in flagranza di reato.
Risultato? Licenziato in tronco dalla Asl, condannato a cinque anni di carcere per corruzione, falso e peculato ā ossia l’arte di rubare le caramelle dalla scatola pubblica di cui eri stato nominato custode ā e infine mazzolato dalla Corte dei Conti a risarcire quasi 16.500 euro per il danno patrimoniale e per il tempo passato a fare il prestigiatore anzichĆ© il dottore. Ora, di fronte a un curriculum del genere, le probabilitĆ che un ministro decida di reintegrarlo con tutti gli onori sono vicine allo zero assoluto, ma non c’ĆØ da giurarci su cosa succederebbe se decidesse di buttarsi in politica: tra i 1500 clienti finto-vaccinati e il vasto bacino di persone che ancora strizzano l’occhio a queste furbate, si porterebbe a casa un bel mucchio di voti al primo turno.
Impresentabile? Ni. Diciamo che dipende tutto da quanti “passaggi segreti” legali riesci a trovare nella legge Italiana!
In linea generale, la famosa Legge Severino dice un bel “no grazie” diretto: chi si becca una condanna definitiva superiore a 2 anni di reclusione non può candidarsi (ed ĆØ ineleggibile per almeno 6 anni). Tuttavia, siamo nel paese del dritto e del rovescio, quindi la risposta breve ĆØ: in teoria no, ma con qualche “magia” burocratica tutto ĆØ possibile! ⢠La via del ricorso infinito: Se i 5 anni sono solo in Primo Grado, la risposta ĆØ:
Certo che sì! Anzi, la campagna elettorale si fa direttamente sui gradini del tribunale, gridando al complotto giurisdizionale. Finché la condanna non è definitiva (passata in Cassazione), la candidatura vale gold. ⢠Il miracolo della Riabilitazione:
Se la pena ĆØ stata scontata e sono passati un po’ di anni di “buona condotta”, si può chiedere al giudice la riabilitazione. Se viene concessa, il “Lui non può” si trasforma magicamente in “Lui può di nuovo!”. ⢠L’effetto “Medaglia al valore”:
In certi ambienti politici, 5 anni di condanna nel CV non sono un ostacolo, ma quasi un titolo preferenziale per dimostrare che hai “combattuto il sistema”. Insomma, se la condanna ĆØ definitiva e fresca di stampa, la risposta ĆØ no.
Ma in politica mai dire mai: cāĆØ sempre un cavillo, un’amnistia sognata o un ricorso alla Corte Europea pronto nell’armadio! Morale della favola: la scienza richiede rigore, ma a quanto pare per fare affari d’oro basta una pattumiera, un pizzico di malafede e la certezza che ci sarĆ sempre qualcuno disposto a pagare pur di farsi prendere in giro.
*Microbiologo



