ALTRO PIENONE A PESCOCOSTANZO CON MASSIMO GIANNINI
Con Giannini che ha presentato il suo libro sulla Meloni si è chiuso, a Prescocostanzo, un riuscito trittico di eventi di questa straordinaria estate 2026.
di Ennio Bellucci
Dopo Claudio Velardi e Antonio Padellaro, a concludere il prestigioso e autorevole trittico di presenze è stato, questo tardo pomeriggio a Pescocostanzo, Massimo Giannini con la presentazione del suo libro: ” La Sciamana:
Meloni, l’ultima trampista: fenomenologia della destra illiberale “.
Una tre giorni organizzata dall’Amministrazione Comunale con il Sindaco Pasquale Del Cimmuto e l’Assessore con delega alla cultura Carlo Rainaldi che mi hanno affidato il compito di coordinare e interloquire con gli illustri colleghi.
Va subito detto che ,la qualita’ dei protagonisti e la straordinaria partecipazione di pubblico, formato soprattutto da turisti campani e laziali ma anche di quelli provenienti ogni parte dell’ Abruzzo e da cittadini residenti, hanno reso queste iniziative inserite nel cartellone ” Estate 2026″ un autentico, clamoroso successo.
Anche l’ultimo atto, andato in scena nell’odierno tardo pomeriggio, apertosi con i saluti del primo cittadino pescolano, ha replicato il pienone gia’ registrato ieri con Antonio Padellaro.Giannini , sollecitato dalle questioni e osservazioni da me poste, ha ripercorso, illustrato e sostenuto tutte le tesi contenute nel suo libro uscito nell’aprile scorso per i tipi della Rizzoli.
Ha descritto l’attuale Presidente del Consiglio come politicamente “figlia” di Almirante ma anche “nipote” di Berlusconi, dal quale per Giannini, avrebbe ereditato una concezione fortemente personalistica della leadership e del rapporto con gli elettori.
Nel caldo pomeriggio pescalano sono stati poi affrontati i temi relativi alla nascita del Melonismo e le ” Tesi di Trieste” del 2017 con la convinzione secondo la quale le destre sovraniste europee e quella americana si sarebbero sviluppate parallelamente, influenzandosi reciprocamente.
Ovviamente, al centro dei suoi interventi e del suo libro, Giannini ha posto il rapporto con Trump, scelto da Meloni come modello politico.
Sull’incalzare delle domande , c’è stato poi il momento delle riforme promesse che, secondo l’editorialista di Repubblica, sarebbero interpretate come tentativi per rafforzare il potere esecutivo e ridurre il ruolo dei contrappesi istituzionali.
Al loro interno sarebbe contenuto il messaggio implicito, per il quale chi ha vinto le elezioni governa con il minor numero possibile di vincoli.
Vijtor Orban e l’internazionale sovranista e la crescente identificazione politica tra il Presidente degli Usa Donald Trump e la stessa Giorgia Meloni, definita come l’interprete europea del trumpismo,le altre questioni affrontate.
Fatto quest’ultimo che avrebbe indebolito la capacita’ di incidenza nei rapporti con i principali partner europei.
Ci sono state poi alcune domande arrivate da parte del numeroso pubblico presente.Domande alle quali Giannini ha risposto con calma e puntualita’.
La conclusone dell’ex conduttore di “Ballaro'” , contenuta nel libro e ribadita oggi a voce, è stata questa:” Meloni rappresenta la versione italiana di una stagione caratterizzata dal sovranismo, dal populismo e da una progressiva tensione con i valori della democrazia liberale.” In buona sostanza una riflessione, fatta a voce alta e chiara, sul futuro delle democrazie occidentali e sui rischi che stanno attraversando.



ottima organizzazione….tanta gente oresente , molto bravo Giannini con le sue convincenti argomentazioni. Brillante e garbata la conduzione fatta da Ennio Bellucci che ha posto domande puntuali e pertinenti alle quale Giannini ha risposto da par suo..ho anche acquistato il libro che mi è stato gentilmente autografato.